Roma, 23 lug. (askanews) – L’aula della Camera ha approvato all’unanimità un emendamento dei relatori che prevede un articolo aggiuntivo al decreto Sport, introducendo l’obbligo di sistemi di sicurezza che impediscano il risucchio dei capelli da parte dei bocchettoni per il ricircolo dell’acqua nelle piscine pubbliche o private destinate ad una utenza pubblica. E prevedendo la “chiusura immediata” dell’impianto in caso di inadempienza. Previsti 4 milioni e 725mila euro per l’adeguamento degli impianti pubblici.
La misura arriva dopo una serie di incidenti mortali in piscina che hanno coinvolto minori e che hanno rilanciato la necessità di adottare misure di sicurezza specifiche.
“La morte di Alice, la bambina di 11 anni risucchiata dal bocchettone di una piscina a Sestri Levante
la settimana scorsa, è solo l’ultimo grave caso di cronaca che pone l’accento sulla necessità, non più rinviabile, di mettere in sicurezza in Italia le piscine pubbliche e private, senza se e senza ma. Trentasette decessi in piscina. Oltre la metà delle vittime con meno di 14 anni. Sono i dati registrati dall’Istituto Superiore di Sanità tra il 2024 e il 2025.” Lo affermano in una dichiarazione congiunta il Presidente della Commissione cultura e sport della Camera Fdi Fratelli d’Italia Federico Mollicone, il
capogruppo Fdi nella stessa commissione Alessandro Amorese e il relatore Fdi del decreto sport Gimmi Cangiano. “Come ha scritto Giorgia Meloni nel giugno 2026 alla mamma di Matteo, un’altra drammatica scomparsa per queste cause: ‘serve una legge nazionale che riduca al minimo il rischio che si possa morire in una piscina, com’è purtroppo accaduto a Matteo. E ad altri bambini e ragazzi in questi mesi.’ Il ministro Musumeci sta lavorando in questo senso con un ddl che sarà approvato in
Autunno. Nel frattempo c’era urgenza di intervenire e, come Parlamento, lo abbiamo fatto. Il nostro ringraziamento a Lega e Forza Italia per aver definito questo emendamento e alle opposizioni per averlo sostenuto, in tempi brucianti. Un ringraziamento a tutta la commissione, al capogruppo Bignami, al
governo Meloni e al Ministro Abodi.”
