Demi Moore scatena Hollywood: “Combattere l’AI è una guerra già persa”

Seduta al tavolo della giuria del Festival di Cannes 2026, Demi Moore non ha usato mezzi termini, pronunciando una frase destinata a fare storia, nel bene e nel male: “L’intelligenza artificiale è qui. Combatterla significa ingaggiare una battaglia che perderemo. Trovare il modo di lavorarci insieme è la strada più saggia da percorrere“.

E senza troppe sorprese, la reazione sui social media è stata immediata e feroce. C’è chi ha accusato Moore di essersi venduta, chi l’ha attaccata per non aver compreso il pericolo che l’AI rappresenta per la comunità creativa. Eppure, passeggiando lungo la Croisette in questi giorni, è impossibile ignorare l’evidenza: l’intelligenza artificiale non solo è arrivata, sta già ridisegnando il modo in cui i film vengono prodotti.

Ma oltre alle dichiarazioni di Demi Moore, è importante segnalare che il mercato di Cannes, quest’anno, presenta diversi progetti che non solo hanno ammesso l’uso dell’AI, ma l’hanno trasformata in un punto di forza commerciale. Tra questi troviamo “Critterz”, film d’animazione per famiglie creato utilizzando anche l’AI”, “Paradise Lost”, adattamento del poema di John Milton firmato da Roger Avery. E poi c’è “Bitcoin”, un thriller diretto da Doug Liman, con un cast che include Gal Gadot, Casey Affleck e Pete Davidson.

Demi Moore al Festival di Cannes 2026
Demi Moore al Festival di Cannes 2026, fonte: YouTube

Il cambiamento di atmosfera rispetto alle edizioni passate di Cannes, Sundance e altri grandi festival è drastico, visto che fino a poco tempo fa, l’intelligenza artificiale veniva presentata principalmente come un agente di distruzione, una minaccia esistenziale per il cinema. Durante i vari eventi dell’industria cinematografica che si sono susseguiti a Cannes, dirigenti, produttori e talenti creativi hanno di fatto dato forza al messaggio di Moore: fare resistenza è inutile. Molti vedono nell’AI un’opportunità per realizzare film che altrimenti sarebbero considerati troppo costosi o rischiosi.

Ovviamente non tutti si sono dimostrati così ottimisti riguardo al potenziale legato all’utilizzo dell’AI nell’industria cinematografica. Nella sua conferenza stampa di apertura, il direttore del Festival di Cannes Thierry Frémaux ha lanciato un monito su un futuro plasmato da sistemi computazionali.

Demi Moore al Festival di Cannes 2026
Demi Moore al Festival di Cannes 2026, fonte: YouTube

Dobbiamo stare in guardia, ma allo stesso tempo capirlo un po’“, ha dichiarato Frémaux. “Quello che posso dire con certezza riguardo all’intelligenza artificiale è che siamo dalla parte degli artisti, degli sceneggiatori, degli attori e dei doppiatori. Stiamo con tutti coloro il cui lavoro potrebbe essere negativamente influenzato dall’intelligenza artificiale. Richiede una legislazione. Dobbiamo controllarla“.

La domanda che aleggia sulla Croisette, mentre le proiezioni si susseguono e gli affari vengono conclusi, è se il cinema riuscirà davvero a plasmare l’AI secondo i propri bisogni o se sarà l’intelligenza artificiale a ridefinire cosa intendiamo per cinema. La scommessa di Moore è che la collaborazione sia l’unica via percorribile. Il pubblico, come sempre, avrà l’ultima parola.

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