Roma, 16 giu. (askanews) – Il “fenomeno” Vannacci anima il dibattito in aula alla Camera all’indomani della discussa assemblea nazionale di Roma. I due temi al centro di quel comizio: la remigrazione e i femminicidi (il reato non serve, ndr) sono stati al centro di un acceso scontro durante l’esame del dl rimpatri. Da una parte il Pd dall’altra i “vannacciani”.
Le scintille divampano quando la deputata dem Ouidad Bakkali legge in aula gli insulti e le minacce ricevute via social e critica Vannacci per aver alimentato questo clima, “questo odio sociale, questa violenza che ci vorrà un attimo che diventi un incendio, proviamo a mettere un’argine all’irresponsabilità di queste piattaforme e chi continua a sdoganare qualsiasi cosa”.
Le replica Laura Ravetto. La deputata di Futuro nazionale, comincia a leggere i commenti fatti sui social su di lei “perchè sono passata col generale e so io da dove vengono questi insulti. Invece di fare rivendicazioni personali dovremmo preoccuparci delle ragazze che hanno paura di essere stuprate”.
Interviene Vittoria Baldino del M5s ed “esprime solidarietà sia a Bakkali che a Ravetto per gli insulti ricevuti. Ma serve rispetto anche per le vittime di femminicidio. Dobbiamo assumerci la responsabilità delle posizione politiche”.
“Ricordo che il M5s ha preso il potere dicendo Vaffa day a tutto l’arco parlamentare – accusa Rossano Sasso (Fnv) – il tema sono i rimpatri volontari e per noi il centrosinistra è complice di questa invasione di centinaia di migliaia di clandestini, la vostra retorica ha scocciato gli italiani. E al centrodestra dico: vogliamo la remigrazione perchè gli italiani sono stanchi”. E Domenico Furgiuele rincara: “il Pd che ha paura di una proposta iniziativa popolare, si terrorizzano ma noi andremo fino in fondo”.
Toni Ricciardi del Pd prova a stemperare il clima con una provocazione ironica: “A Roma c’era la tradizione dei venditori di pere cotte, voglio esprimere piena e massima solidarietà a questi venditori che vengono assaliti, invasi e rischiano di perdere il loro lavoro vittime di una invasione di 150mila iscritti di un movimento di un grande generale”.
Il Movimento 5 stelle punta il dito contro il centrodestra responsabile di aver subappaltato i temi dell’immigrazione ai vannacciani: “Stiamo occupando Montecitorio a parlare di scemenze mentre il paese grida aiuto – osserva Riccardo Ricciardi -, per una polemica politica con chi ha tradito il mandato elettorale perchè gli interessa la poltrona. Questa è la destra italiana”.
C’è infine chi come Elena Bonetti di Azione invita a non fare “propaganda elettorale sulle donne vittime di abusi: non è una questione di destra o di sinistra, la difesa delle donne non deve diventare campo di battaglia ideologica, stiamo attenti a non farci trascinare in questo terreno che farebbe fare un passo indietro a questa legislatura, da chi vuole che l’Italia faccia un passo indietro nella tutela delle donne”.
