Stretta contro gli eco-vandali: sanzioni fino a 60mila euro, da 1 a 5 anni di carcere nei casi più gravi. Soddisfazione del ministro della Cultura Sangiuliano. Condannati a sei mesi in abbreviato tre attivisti di Ultima Generazione
L’ecoattivisimo costa caro. Multe pesanti, con sanzioni che vanno dai 10 ai 60mila euro. Più il rischio carcere nei casi più gravi. Il Parlamento ha dato il via libera al ddl del governo contro “gli eco-vandali”. Il contenuto del testo, che porta la firma del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, già approvato l’11 luglio dal Senato, determina con esattezza i target specifici del provvedimento.
“Chiunque distrugga, disperda, deteriori, renda in tutto o in parte inservibili o non fruibili beni culturali o paesaggistici è punito con una sanzione che va dai 20mila ai 60mila euro. Se si arriva ad un uso pregiudizievole per la conservazione o integrità di questi beni o ad un loro uso incompatibile con il loro carattere storico o artistico la sanzione può oscillare da 10mila a 40mila euro”. L’autorità competente ad occuparsi della materia sarà il Prefetto e la notifica all’interessato deve avvenire entro 120 giorni dalla commissione del fatto. I proventi delle sanzioni verranno riassegnati al Ministero della Cultura per il ripristino dei beni danneggiati. Se la sanzione verrà pagata entro 30 giorni dalla notifica, sarà ridotta. Tranne per chi si sia già avvalso di questo beneficio negli ultimi 5 anni.
“Chi deturpa un monumento paga di tasca sua – sottolinea il ministro Sangiuliano – Non è giusto che paghino i cittadini italiani, in alcuni casi siamo arrivati fino ai 200mila euro di spesa per ripristinare lo stato dei luoghi”.
Per quanto riguarda la reclusione invece, rischia da 1 a 5 anni di carcere “chiunque distrugga, disperda, deteriori o renda, in tutto o in parte, inservibili beni mobili o immobili durante manifestazioni pubbliche”. Oltre al pagamento di una multa fino a 10.000 euro. Se, invece, il danneggiamento avverrà in musei, pinacoteche o gallerie la reclusione potrà andare da 1 a 6 mesi e la multa potrà essere da 300 a 1.000 euro.
Condannati i tre attivisti di Ultima Generazione
E mentre a Roma la Camera approvava in via definitiva il provvedimento – con 138 sì – i tre attivisti ambientali Ettore, Silvia e Mida di Ultima Generazione sono stati condannati a 6 mesi con rito abbreviato dalla giudice per l’udienza preliminare (gup) Simona Siena del Tribunale di Bologna. Erano stati arrestati lo scorso 2 novembre dopo aver bloccato la tangenziale della città per circa un’ora. Le condanne riguardano i reati di violenza privata aggravata e interruzione di pubblico servizio; sono stati invece assolti dall’accusa di danneggiamento, manifestazione non autorizzata e inottemperanza al foglio di via (accusa per cui sarebbero rientrati in un comune in cui gli era stato imposto da un questore di non ritornare). Il tribunale ha riconosciuto sia le attenuanti generiche sia quelle per aver agito per particolari motivi di ordine morale e sociale. “Che si riconoscessero i motivi morali e sociali della protesta non era assolutamente scontato – hanno dichiarato gli attivisti climatici – Per noi è importante”.
