(Adnkronos) – A metà dell’edizione 2026 del Gai (Global Attractiveness Index) emergono le prime evidenze per rafforzare l’attrattività dell’Italia e la capacità del Paese di generare crescita futura. Le analisi si concentrano su due leve centrali per la competitività nazionale: il contributo delle imprese multinazionali alla Ricerca e Sviluppo e alla produttività, e il ruolo del capitale umano qualificato, delle università e delle competenze come fattori abilitanti dell’attrattività-Paese. Il Gai è una piattaforma, giunta alla sua undicesima edizione, sviluppatasi con diversi obiettivi: rendere disponibile ai decisori italiani e internazionali un innovativo indice-Paese; offrire una fotografia rappresentativa dell’attrattività e sostenibilità dei Paesi; fornire indicazioni affidabili a supporto delle scelte di sistema per la crescita e l’ottimizzazione dell’ambiente pro-business. Negli anni il progetto si è allargato: ora il Gai è una piattaforma di analisi, misurazione e approfondimento dell’attrattività-Paese e di discussione dei fattori e delle strategie che maggiormente incidono su di essa, ad ampio spettro. Il progetto è supportato da un Advisory Board composto da alcune delle principali aziende multinazionali che investono nel Paese, Philip Morris Italia, Amazon e Toyota Material Handling, e da un Comitato Scientifico composto da Ferruccio De Bortoli, Enrico Giovannini e Roberto Monducci. Il percorso del GAI 2026 si concluderà a settembre, durante la 52esima edizione del Forum “Lo Scenario di oggi e di domani per le strategie competitive” di Villa d’Este, Cernobbio, con la presentazione del Rapporto 2026.
