Evasione fiscale, i Comuni recuperano solo lo 0,02%. L’allarme della Uil

Dopo oltre dieci anni dall’introduzione degli strumenti destinati a coinvolgere i Comuni nella lotta all’evasione fiscale, il loro contributo resta marginale. Secondo un’analisi del Servizio Stato sociale, politiche fiscali e previdenziali, Mezzogiorno e immigrazione della Uil, le amministrazioni locali recuperano appena lo 0,02% delle somme potenzialmente disponibili.

Tutti i numeri

Ai Comuni spetta una quota incentivante pari al 50% delle maggiori somme riscosse, anche non definitive, relative ai tributi erariali. Secondo le stime elaborate in vista della legge di bilancio 2025, il valore complessivo dei crediti fiscali locali raggiunge circa 25 miliardi di euro, con una quota teoricamente destinabile ai Comuni di 12,5 miliardi.

Eppure, nel 2025, l’importo effettivamente riconosciuto alle amministrazioni per le riscossioni effettuate nel 2024 è stato di 2.508.439,46 euro, pari appunto allo 0,02% del potenziale recuperabile. “Le somme in questione riguardano poche amministrazioni, mentre nella stragrande maggioranza dei casi l’ammontare recuperato è pari a zero o a poche decine di euro”, sottolinea la Uil.

Tra gli esempi citati dal sindacato, Roma ha ottenuto appena 10.145 euro, mentre la Lombardia supera di poco il milione di euro.

Secondo il rapporto della Uil, guidato dal segretario confederale Santo Biondo, le cause sono da ricercare “nella carenza di personale qualificato, nella ridotta capacità amministrativa e nella complessità delle procedure”. Inoltre, molti crediti risultano difficili da riscuotere, tra contenziosi e tempi lunghi.

“Occorre un rafforzamento degli uffici tributi, maggiori investimenti nelle competenze professionali, nella digitalizzazione e nella gestione associata delle funzioni”, afferma Biondo. “Il contrasto all’evasione fiscale richiede oggi professionalità sempre più avanzate”.

“Evasione significa sottrarre risorse alla sanità, alla scuola, ai trasporti, al welfare, alla sicurezza e agli investimenti pubblici”, aggiunge il segretario Uil. “A pagare maggiormente le conseguenze sono soprattutto lavoratori dipendenti, pensionati e famiglie che contribuiscono regolarmente al sistema fiscale”.

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