Frena voto su ddl antisemitismo in commissione, ma tra 20 giorni va in aula

 

Roma, 9 set. (askanews) – Frenata sul ddl antisemitismo: non c’è stato l’atteso avvio, per oggi, dei voti in commissione Affari costituzionali della Camera. Se ne riparlerà il prossimo martedì. Contestualmente però, la capigruppo ha messo una dead line, calendarizzando l’approdo in aula del provvedimento tra poco più di venti giorni, il 2 ottobre, a conferma che la maggioranza non ‘cova’ ripensamenti. La nuova tempistica, ha assicurato il relatore Paolo Emilio Russo (Fi), non ha motivazioni “politiche” e l’obiettivo “resta” portare a casa il testo arrivato dal Senato. Peraltro il tema è più problematico nel campo della ‘costituenda’ alternativa a causa dei tormenti nel Pd con i ‘riformisti’ tentati di votare con il centrodestra.

Il provvedimento, approvato a Palazzo Madama e adottato come testo base in commissione a Montecitorio, adotta la definizione di antisemitismo formulata dall’Assemblea plenaria dell’Ihra includendo l’elenco degli esempi di antisemitismo come ‘Fare paragoni tra la politica israeliana contemporanea e quella dei Nazisti’. Come i cartelloni che, nelle piazze pro-pal, associano il volto del premier Netanyahu a quello di Hitler? Per la dem Laura Boldrini si tratta di una chiara operazione che punta a “raggelare” le critiche al governo di Israele. “Dopo Gaza, questa definizione diventa molto pericolosa e ambigua, uno strumento di censura”, prosegue Boldrini che invita i colleghi del suo partito, come Piero Fassino, a non votare a favore (come invece hanno fatto in Senato Graziano Delrio e una pattuglia di riformisti in dissenso con il gruppo che aveva dato l’indicazione di astensione). “Contribuiscono a fare un regalo a Benjamin Netanyahu”, osserva. “Io voterei no, vedremo come andrà il confronto interno”.

M5S e Avs confermano il loro voto contrario, nei giorni in cui il quotidiano israeliano Haaretz ha pubblicato un’inchiesta secondo cui il premier Netanyahu sarebbe stato avvertito che Hamas pianificava gli attacchi del 7 ottobre, e mentre la Gran Bretagna e altri paesi come Spagna e Francia hanno sanzionato i coloni illegali in Cisgiordania. “Criticare Netanyahu, Ben-Gvir e Smotrich per le violenze contro il popolo palestinese, per ciò che è accaduto a Gaza e per l’occupazione della Cisgiordania non può essere classificato come antisemitismo. L’odio razziale va combattuto tutto, senza doppi standard”, è la posizione del leader di Avs Angelo Bonelli. Per il capogruppo M5S Riccardo Ricciardi il ddl è una “operazione politica-mediatica per condannare le piazze per Gaza e tutte le persone che hanno protestato e protestano contro il governo terrorista di Israele”.

Oggi, i due partiti erano al fianco delle realtà pro-pal che hanno organizzato un sit in davanti a Montecitorio e in altre piazze italiane contro il ddl antisemitismo, tra cori (“Free free Palestine”, “vergogna”), striscioni (“Criticare Israele non è antisemitismo”, “stop al genocidio”, “antisionismo non è antisemitismo”) e una maratona di interventi. Da Save the Children a Sanitari per Gaza, da Assopace a Emergency e tantissime altre sigle, tra cui ‘preti contro il genocidio’, Anpi, Arci, la Cgil e il sindacato dei giornalisti per “fermare la nuova ‘norma bavaglio’”. Del Pd c’erano i giovani democratici. In piazza anche Rifondazione, Potere al popolo, Possibile.

Momenti di tensione ci sono stati tra gli stessi manifestanti dopo che un uomo ha tentato di strappare una bandiera dalle mani di un partecipante di un piccolo gruppo che sventolava vessilli di Hezbollah e di quelle che si sventolano ai raduni di Hamas. La leader degli studenti palestinesi Maya Issa ha provato ad arginarli ed ha esortato: “Ci vogliono divisi, noi dobbiamo essere tutti e tutte uniti, questa è responsabilità di tutti noi, non possiamo cascare in provocazioni. Quindi togliamo le bandiere che ci dividono e alziamo l’unica bandiera che ci rappresenta, la bandiera della Palestina”.

La presa di distanza non è bastata ad evitare le polemiche politiche esplose subito dopo: “Vergognose le bandiere di Hamas ed Hezbollah”, ha tuonato il senatore di Fratelli d’Italia Giulio Terzi; “al presidio in piazza si sono ritrovati spezzoni della sinistra, dal Pd al M5S, insieme a sostenitori di Hamas”, ha affermato la deputata e vice responsabile del dipartimento Esteri di Forza Italia Isabella De Monte. I capigruppo al Senato e alla Camera del partito della premier Giorgia Meloni, Lucio Malan e Galeazzo Bignami, hanno chiesto a Schlein e Conte a “rompere con questa deriva estremistica e condannare queste piazze d’odio”.

Sul ddl, per il centrodestra non ci sarà alcuna marcia indietro. Anzi, il senatore Maurizio Gasparri ha invitato a “smontare la campagna di menzogne in atto. Per Forza Italia la legge sull’antisemitismo va approvata il prima possibile. E’ indispensabile per contrastare fenomeni molto gravi e non è vero che impedisce il diritto di critica”.

Filiberto Zaratti di Avs spiega lo slittamento dell’avvio dei voti in commissione sul ddl antisemitismo ‘leggendo’ in chiave anti-vannacciana le decisioni della capigruppo. Il rinvio a “noi va bene, quel testo non ci piace affatto ma politicamente notiamo che Vannacci detta l’agenda della destra. La precedenza viene data al provvedimento che intende revocare la cittadinanza italiana”, targato Lega, che sarà esaminato dall’aula il 21 settembre, prima della legge elettorale.

 

[Testo mette in difficoltà il Pd. Polemica su vessilli Hezbollah e Hamas in piazza|PN_20260909_00113|in02|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/09/20260909_194918_5F2E8ED6.jpg|09/09/2026 19:49:29|Frena voto su ddl antisemitismo in commissione, ma tra 20 giorni va in aula|Antisemitismo|Politica]