Un biglietto del Gratta e Vinci apparentemente vincente, un premio da capogiro e un tentativo di incassare oltre 10 milioni di euro. È la vicenda che vede coinvolto un uomo di 50 anni, originario della provincia di Cosenza, finito a processo a Roma con l’accusa di tentata truffa.
Secondo quanto ricostruito, l’episodio risale al 22 agosto 2019, quando l’uomo si presentò all’Ufficio premi di Lotterie Nazionali, nella capitale, con un tagliando del gioco Il Miliardario Maxi. La cifra che sosteneva di aver vinto era di 10.000.540 euro.
Il biglietto, tuttavia, presentava un’anomalia evidente: uno strappo orizzontale e del nastro adesivo, segni che insospettirono gli addetti incaricati di verificare la validità del premio. I successivi controlli avrebbero fatto emergere una possibile manipolazione del tagliando.
Come sarebbe stato costruito il biglietto vincente
Secondo la ricostruzione, il tagliando sarebbe stato assemblato utilizzando parti di due Gratta e Vinci differenti, entrambi non vincenti. L’obiettivo apparente sarebbe stato combinare alcuni elementi delle rispettive aree di gioco per simulare una vincita milionaria.
Nel biglietto contestato comparivano, tra gli altri elementi, il numero 20 nella sezione Maxi Bonus e i numeri 56 e 19 tra i Numeri vincenti. La combinazione con altri numeri e il moltiplicatore X5 avrebbe dovuto far apparire il tagliando come vincente.
C’era, però, un’altra incongruenza: il premio di 10.000.540 euro non risultava tra quelli previsti dal regolamento del gioco. Il tagliando venne quindi sottoposto ad accertamenti e sequestrato. La vicenda è approdata in tribunale, dove l’uomo deve rispondere dell’accusa di tentata truffa. Il procedimento è ancora in corso e vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.
Ma come è possibile ingannare i controlli se i biglietti hanno codici e numeri di serie?
La domanda è legittima: ogni Gratta e Vinci dispone di elementi identificativi e, per i biglietti abilitati, di un codice a barre evoluto che consente di verificare l’esito attraverso l’app ufficiale My Lotteries. La verifica definitiva della vincita, inoltre, segue le procedure informatiche di validazione previste dal concessionario.
Nel caso in questione, la presunta manipolazione non avrebbe modificato una vincita registrata dal sistema, ma avrebbe cercato di far apparire vincente un biglietto fisicamente alterato. La ricostruzione riferisce che furono unite parti di due tagliandi perdenti, ma non chiarisce nel dettaglio come l’uomo avrebbe tentato di superare ogni singolo controllo tecnico.
I codici e i numeri di serie non sono semplici decorazioni: servono a identificare il biglietto e a consentirne la verifica. Di conseguenza, una combinazione di numeri apparentemente vincente nell’area di gioco non basta a dimostrare che il tagliando sia autentico e valido per il pagamento.
Il punto decisivo è proprio questo: anche se un biglietto sembra mostrare una vincita, il premio non viene riconosciuto sulla sola base dei numeri visibili. Gli addetti possono controllare l’integrità del tagliando e verificarne la validità attraverso le procedure ufficiali. Nel caso in questione, le anomalie hanno portato al sequestro del biglietto e all’avvio del procedimento giudiziario.
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