“Non siamo in guerra ma non siamo più in pace”, la sofferta ma efficace sintesi del premier tedesco Merz. Come affrontare quindi la guerra ibrida di Putin, quanta consapevolezza del pericolo (e di sé) ha un’Europa più tremebonda che risoluta, più attenta ai volatili sondaggi di casa che alle sfide immani di un mondo in fiamme?
Droni russi all’aeroporto di Lipsia
Intanto sale la tensione tra Russia e Europa, dopo le accuse di Berlino a Mosca per i droni all’aeroporto di Lipsia. Al centro del dibattito dei ministri degli Esteri europei a Gymnich in Irlanda, le nuove sanzioni contro la Russia ein particolare la questione sospesa degli asset russi congelati da destinare all’Ucraina. Cioè procedere alla loro confisca per finanziare lo sforzo bellico ucraino.

Questione che, appunto, rischia di rimanere sospesa per sempre. Impressione confermata dalle dichiarazioni interlocutorie del ministro degli Esteri Antonio Tajani.
“Noi non siamo contrari in linea di principio, però bisogna vedere se ci sono le posizioni giuridiche per farlo”.
“Il tema è sempre stato quello, che ci possono essere dei problemi di tipo giuridico per poter intervenire: ne abbiamo parlato più volte e la decisione non è stata presa proprio per questo motivo, non da un punto di vista politico, ma proprio da un punto di vista legale”, ha aggiunto.
Anche l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas considera la prudenza che ci vuole per non esporsi a controffensive giudiziarie in merito alla confisca degli asset russi, ma esorta a uno scatto di orgoglio.
Kallas (Ue): “Questi attacchi possono dare una svegliata”
“Abbiamo iniziato con un numero limitato di nuove aggiunte (alla lista nera dell’Ue, ndr) ma gli Stati membri ne hanno proposte molte di più. Ovviamente bisogna verificare che tutto sia legalmente in regola e questo richiede tempo. Ma vedendo questi attacchi ibridi in tutta Europa, penso che possano dare una svegliata ai Paesi che forse non si sono dimostrati così determinati su questo fronte”.
Più diretto il ministro degli Esteri di una Germania che sente il fiato sul collo di Mosca.
“Credo che alcuni Stati membri dispongano ancora di risorse di cui dobbiamo discutere insieme (sulla difesa aerea, ndr) affinché questi terribili attacchi con missili balistici e droni non possano avere successo. Credo che ci stiamo avvicinando a un momento decisivo e quanto più saremo uniti in Europa, anche al di là della cerchia degli Stati membri dell’Ue, tanto più riusciremo a porre finalmente fine a questo conflitto”, ha dichiarato arrivando al Gymnich Johann Wadephul, il ministro degli Esteri tedesco.
L’articolo Guerra ibrida di Mosca, all’Europa serve una svegliata. Confiscare gli asset russi? Tajani risponde “ni” proviene da Blitz quotidiano.
