Hantavirus, cos’è successo a bordo della nave da crociera MV Hondius e perché se ne sta parlando

Sono due i medici specialisti in malattie infettive, provenienti dai Paesi Bassi, che stanno per imbarcarsi in queste ore sulla MV Hondius, la nave battente bandiera olandese, colpita da una letale epidemia di hantavirus, che ha portato alla morte di tre persone e diversi contagiati. Dopo la richiesta dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e dell’Unione Europea, Madrid ha accettato che la nave, ferma dalla scorsa domenica al largo delle coste dell’Africa occidentale, faccia scalo alle Canarie, dove la Mv Hondius dovrebbe arrivare “in 3-4 giorni”, secondo quanto comunicato dal ministero di Sanità.

Cosa è successo sulla MV Hondius

A bordo dell’imbarcazione potrebbe essersi verificata una trasmissione da uomo a uomo del virus. Tutto sarebbe partito da un passeggero salito a bordo, che avrebbe trasmesso l’infezione agli altri. La nave, gestita dalla compagnia olandese Oceanwide Expeditions, era partita da Ushuaia, in Argentina, il mese scorso, procedendo con una traversata dell’Oceano Atlantico, che ha incluso tappe in alcune delle isole più remote del mondo. Destinazione finale proprio le Canarie, in Spagna. Durante il viaggio in mare, diversi passeggeri tra gli 88 presenti a bordo (più i 59 membri dell’equipaggio) si sono però ammalati di una malattia respiratoria a rapida progressione.

Il focolaio non sarebbe tuttavia partito sulla nave, come inizialmente ipotizzato, ma già in Sudamerica, dove sarebbero stati infettati i due coniugi olandesi, poi deceduti, che avrebbero diffuso il virus ad altri passeggeri. Una possibilità concreta cui l’Oms ha dato seguito avviando le procedure per rintracciare i passeggeri del volo Sant’Elena-Johannesburg, su cui la donna olandese, morta in Sudafrica, si era imbarcata il 25 aprile dopo “aver manifestato sintomi gastrointestinali” ed evitare così un allargamento del contagio. Il 4 maggio era stata rilevata la sua positività all’hantavirus, per questo l’Oms aveva avviato il tracciamento dei passeggeri del volo. Il marito della donna era invece morto mentre si trovava al largo dell’isola di Sant’Elena, dove il corpo era stato successivamente portato in attesa del rimpatrio.

Il ministro della Salute sudafricano, parlando davanti a una commissione parlamentare, ha dichiarato che il ceppo di Hantavirus rilevato su uno dei passeggeri della nave trasferito a Johannesburg è quello delle Ande, trasmissibile tra esseri umani. “I primi test dimostrano che si tratta effettivamente del ceppo delle Ande. Si tratta dell’unico ceppo, tra i 38 conosciuti, in grado di trasmettersi da una persona all’altra”, ha spiegato il ministro.

Come si trasmette il virus

L’Oms ha ricordato che l’infezione da Hantavirus nell’uomo “si contrae principalmente attraverso il contatto con l’urina, le feci o la saliva di roditori infetti. Si tratta di una malattia rara ma grave, potenzialmente mortale. Sebbene non comune, in precedenti epidemie di virus Andes (una specie specifica di Hantavirus) sono stati segnalati casi limitati di trasmissione da uomo a uomo”. L’Oms, ha riferito la stessa organizzazione, al momento “valuta il rischio per la popolazione mondiale derivante da questo evento come basso e continuerà a monitorare la situazione epidemiologica e ad aggiornare la valutazione del rischio”.

Come si legge sul sito del Ministero della Salute italiano, “le malattie da hantavirus possono essere caratterizzate da coinvolgimento renale (nefrite) ed emorragie oppure da una sindrome polmonare”. Sono “malattie acute, in cui l’endotelio vascolare viene danneggiato con conseguente aumento della permeabilità vascolare, ipotensione, manifestazioni emorragiche e shock”. Nelle fasi precoci di malattia, l’infezione può essere scambiata per sindrome influenzale, per questo è importante indagare sulla possibile esposizione a roditori. Il periodo di incubazione è relativamente lungo, generalmente 2-3 settimane, (fino a sei settimane). Ricordiamo che i topi selvatici portati nelle case come animali domestici possono essere fonte d’infezione.

Tre le sindromi che caratterizzano l’infezione da hantavirus, spiega ancora il sito: “la febbre emorragica con sindrome renale (Haemorrhagic Fever with Renal Syndrome – HFRS), frequente in Europa e in Asia, la nefropatia epidemica (NE), una forma lieve di HFRS osservata in Europa, la sindrome polmonare da hantavirus (Hantavirus cardiopulmonary syndrome – HCPS), frequente nelle Americhe”. Il sito del ministero specifica che “non esiste un trattamento specifico né un vaccino. Il trattamento è sintomatico e di supporto. Nei casi gravi può essere necessario il ricovero in terapia intensiva e la dialisi in caso di insufficienza renale”.

 

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