Una piscina alla periferia di Roma est, nel quartiere Tor Tre Teste, che per quattro mercoledì di agosto apre, in orari prestabiliti, solo alle donne. Tanto è bastato per scatenare un caso, anche politico, nella Capitale. Sull’iniziativa è intervenuto il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, che ha annunciato un’interrogazione ai ministri Abodi (Sport) e Piantedosi (Interni).
“La sharia passa per le piscine – ha attaccato Rampelli – (…) Siamo di fronte a un primo, spudorato esperimento di introdurre norme islamiche all’interno delle nostre vite (…)”. Sulla questione è intervenuta anche l’assessora alla Cultura e alle pari opportunità della Regione, Simona Baldassarre: “Turni ‘riservati’ alle donne musulmane nella piscina di Tor Tre Teste a Roma? Se per integrare bisogna ‘segregare’, qualcosa non torna (…)”.
A fare chiarezza è il capogruppo del Pd in municipio V, Claudio Poverini, che a Roma Today ha “smontato” un po’ la polemica: “(…) non è assolutamente vero che la struttura è riservata solo alle donne di religione islamica. È falso, possono accedere tutte le donne, penso per esempio a coloro che, per i motivi più disparati, sono a disagio a mettersi in costume. Con questa iniziativa potrebbero avere uno spazio sicuro in cui farlo. Il resto sono polemiche pretestuose (…)”.
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