In Australia un registro pubblico sulla qualità degli interventi su alberi e foreste

Australia Registered Forestry Professional

Il programma si chiama Registered Forestry Professional e consente di identificare professionisti in possesso di standard tecnici verificati, aggiornati e coerenti con una gestione sostenibile delle risorse. Un modello virtuoso che potrebbe trovare applicazione anche in Italia

L’11 marzo scorso la rubrica Pillole Forestali dal Mondo ha segnalato che in Australia è attivo un modello particolarmente interessante per qualificare e rendere riconoscibili i tecnici forestali sulla base delle loro competenze. Un sistema che ha ricadute dirette sulla qualità degli interventi sugli ecosistemi forestali. L’iniziativa è promossa da Forestry Australia attraverso il programma Registered Forestry Professional (Rfp), che consente di identificare professionisti in possesso di standard tecnici verificati, aggiornati e coerenti con una gestione sostenibile delle risorse.

Elemento centrale del sistema è il registro pubblico Rfp, uno strumento accessibile che permette a cittadini, associazioni, imprese e istituzioni di individuare con facilità tecnici qualificati nelle diverse specializzazioni della gestione forestale. Questo aspetto assume un valore particolare per chi è attento alla tutela dell’ambiente: sapere chi interviene su un bosco o su un albero, e con quali competenze, diventa una garanzia concreta di qualità e responsabilità.

L’accesso al registro non è automatico. I professionisti devono dimostrare esperienza documentata, aderire a un codice etico e partecipare in modo continuativo ad attività di formazione e aggiornamento. Questo meccanismo introduce un elemento chiave: la qualità degli interventi non è lasciata alla sola autodichiarazione, ma è supportata da criteri verificabili e da un sistema che premia la competenza reale.

Per il mondo ambientalista, questo si traduce in una maggiore tutela degli ecosistemi forestali. Interventi di gestione, taglio, rinnovazione o cura degli alberi vengono affidati a figure che operano secondo standard riconosciuti, riducendo il rischio di pratiche improprie o dannose. In altre parole, il sistema Rfp non si limita a qualificare i professionisti, ma contribuisce a garantire che le foreste siano gestite con attenzione agli equilibri ecologici, alla biodiversità e alla sostenibilità nel lungo periodo.

L’obiettivo è duplice e ben definito: da un lato garantire qualità, trasparenza e affidabilità delle competenze disponibili sul mercato, dall’altro valorizzare quei professionisti che investono nella propria crescita tecnica e nella responsabilità ambientale. Il risultato è un rafforzamento del rapporto di fiducia tra tecnici e società, inclusi cittadini e associazioni impegnate nella difesa del patrimonio naturale.

Si tratta di un modello che potrebbe trovare applicazione anche in Italia, dove la riconoscibilità delle competenze specialistiche rappresenta ancora un elemento migliorabile, soprattutto dal punto di vista della trasparenza verso il pubblico. In ambito istituzionale, il Consiglio dell’Ordine nazionale dei Dottori agronomi e dei Dottori forestali non sembra poter svolgere una funzione analoga di promozione basata sulle specializzazioni: tale impossibilità pare legata a limiti del mandato istituzionale più che a una mancanza di volontà dell’Ordine stesso. Potrebbe quindi emergere lo spazio per iniziative complementari, anche di natura associativa, capaci di valorizzare le competenze e rendere più leggibile e affidabile il mercato dei servizi forestali.

L’esperienza australiana dimostra che strumenti semplici, accessibili e basati su criteri chiari possono contribuire in modo concreto a qualificare il settore e, soprattutto, a garantire che ogni intervento su alberi e foreste sia eseguito con competenza, responsabilità e attenzione agli equilibri ambientali. Un esempio già disponibile, che meriterebbe attenzione e capacità di adattamento anche nel contesto nazionale.

Paolo Mori – Comitato Scientifico Legambiente e direttore di Sherwood – Foreste ed Alberi Oggi