Intelligenza artificiale in spiaggia la posto dei bagnini. La proposta è stata avanzata dal Sindacato italiano balneari (Sib) del Veneto durante il tavolo di confronto organizzato nei giorni scorsi in Regione con gli assessori al Turismo e Demanio, con la Capitaneria di Porto, l’Associazione nazionale assistenti bagnanti (Anab) e la Conferenza dei sindaci del litorale. Attraverso l’utilizzo di telecamere e dell’intelligenza artificiale da affiancare al personale, questa la proposta, si potrebbero rilevare situazioni di pericolo in mare e lanciare un alert in caso di emergenza. E per i bagnanti potrebbe pure essere introdotto un segno convenzionale di emergenza subito riconoscibile.
In Veneto mancano bagnini ma il problema è nazionale
Il suggerimento che non è piaciuto ai sindaci, che non hanno nascosto il loro scetticismo, nasce dalla mancanza di bagnini in Veneto, un problema che riguarda in realtà tutta Italia. La Regione ne dovrebbe reclutare mille. “Il servizio di salvataggio veneto è un’eccellenza in Italia, ma è sempre più difficile trovare personale” spiega il presidente di Sib Veneto, Lorenzo Braida, al Corriere della Sera. “Il 70% sono giovani, studenti, puntiamo su di loro per assicurare i numeri su tutto il litorale, ma a inizio e fine stagione, e in particolare nei giorni infrasettimanali, studiano e spesso non sono disponibili. Su un altro fronte molti bagnini esperti rinunciano a questo lavoro perché non li gratifica più come in passato, sia economicamente e sia dal punto di vista delle troppe responsabilità”. Per far fronte a questa mancanza, le società di salvamento si sono messe a reclutare personale all’estero dichiarando che garantiranno vitto agevolato e alloggio, aggiungendo che però dovranno pagarsi il volo. Si punta a personale che proviene dalla Spagna e dal Sud America.

Perché non si trovano bagnini
Le norme per diventare bagnini, negli anni sono diventate sempre più stingenti, con la Naspi pagata nel nel periodo invernale non sufficiente a coprire l’assenza dal lavoro in quanto l’indennità è pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi 4 anni. Altra regola che, come spiegano i sindacati, pesa sulla scelta di diventare bagnini sono le maggiori responsabilità anche penali in caso di incidente o tragedia in mare. La normativa di riferimento prevede inoltre che, in assenza del servizio di salvataggio, lo stabilimento balneare non possa svolgere attività rimanendo chiuso.
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