Intervista ad alcuni minorenni “guerriglieri” della strada

Ho conosciuto alcuni studenti di un liceo genovese che partecipano spesso a cortei di protesta. Ho posto loro Domande (D) e ho registrato le Risposte (R).

D. Non mi è chiaro come riusciate a “autoconvocarvi” in un certo giorno, in una piazza, magari armati di spranghe. Secondo alcuni governi europei, i vostri cortei sarebbero propiziati dalla Russia e dall’Iran e organizzati da predicatori come il pro-Pal Youssef Siher, scarcerato da un giudice pro- Pal. Chi trae vantaggio da queste manifestazioni?

R. I gruppi politici avvantaggiati sono quelli che vogliono ristabilire l’ordine pubblico e che ottengono il consenso dei negozianti “saccheggiati”: lo può capire chiunque. Gli organizzatori prezzolati che agiscono nell’ombra, certamente esistono. Spetta alle polizie scoprirli, speriamo che arrivino sentenze veloci. Se ci facessimo carico di questo problema dovremmo sospendere ogni manifestazione pubblica, che rischia sempre di degenerare. I giovani sono i primi ad essere danneggiati quando devono affrontare i poliziotti che ci difendono dai professionisti del “caos”.

(D). L’Italia non è tra i paesi più poveri del mondo: il fatto che masse di emigrati rischino la vita per venirci a vivere lo dimostra. Voi siete dei privilegiati, per quale ragione scendete in piazza e lo fate con modalità violente? Non si fa guerriglia urbana perché manca la carta igienica nelle scuole.

(R). Che in Italia, per ottenere il riconoscimento di qualsiasi diritto sia necessario fare casino, ce lo insegnano Landini, i camionisti e gli agricoltori. Noi protestiamo perché ci fanno credere che lo studio consentirà un lavoro dignitoso e poi vediamo che molti laureati vanno a pulire i cessi. Lo sa o no, che quando i giovani sono assunti in un supermercato delle Coop o dell’Esse Lunga, vengono licenziati in “automatico” non appena finito il bonus contributivo e che ciò avviene nel silenzio degli ispettori del lavoro e dei sindacati?

D. Nel nostro paese, i diritti dei lavoratori sono tutelati dai Sindacati che non hanno potere nelle dittature. Non è forse questa la più importante conquista delle democrazie?

R. Il sindacato tutela l’interesse dell’iscritto, senza preoccuparsi della forza lavoro “potenziale” come la nostra. Quando il sindacato indice scioperi per le pensioni anticipate, indebita le future generazioni. L’occupazione degli aeroporti da parte dei piloti aveva portato alla chiusura dell’Alitalia togliendo lavoro ai giovani in attesa del loro turno. Casi analoghi sono frequenti.

D. In Italia, molti ragazzi assumono prodotti per curare l’obesità. Le vostre guerriglie non sono mirate a combattere la povertà ma a comprare scarpe e giubbotti di marca.

R. C’è qualcosa di farisaico in questa domanda. Che molti di noi comprino giubbotti è nell’ordine delle cose. Ci fate il lavaggio del cervello invitandoci ad acquistare beni superflui per far girare l’economia. Questo modello di vita viene imposto dai giornali, dalle televisioni e dai social. A scuola ci insegnano che nelle nostre democrazie esiste sostanziale equivalenza tra le classi che producono e quelle che consumano. Non è così, le differenze di classe si fanno dolorosamente sentire proprio tra i ragazzi.

D. Il ministro Nordio vuole ampliare le carceri per ospitare i minorenni che “delinquono”, cosa ne pensate?

R. Ci vergogniamo per lui. Gli “adulti” usano i minorenni per spacciare la droga e li lasciano nelle mani delle mafie, si “intestano” i nostri cortei di protesta per fini elettorali. I tumulti scoppiano anche in occasione delle partite di calcio quando i tifosi saccheggiano i negozi e ricevono solo un “daspo”. Gli arresti di dodicenni non si sono verificati neppure a Pechino durante i fatti di Piazza Tienanmen.

D. La principale causa del malessere dei giovani è la perdita del posto di lavoro in ambito familiare. Eppure, l’Europa importa mano d’opera straniera perché gli europei rifiutano di svolgere i lavori “riservati” agli immigrati. Non vi sembra questa una forma di razzismo “economico”?

R. Noi siamo vicini a chi sceglie di lavorare, senza distinzione di razza. L’idea che a fronte dei licenziamenti ci siano nuove assunzioni è una panzana, perché nessuno è in grado di contrastare la disoccupazione conseguente alla chiusura delle fabbriche. Se lo Stato lascia tutto nelle mani del “mercato”, se tuo padre resta disoccupato e tua madre deve fare la cameriera ad ore per pagare le bollette, il trauma che ne deriva può trasformare i figli in “banditi”, “drogati”, “alcolisti” o “ludopatici”. Chi si stupisce è stupido o in mala fede.

D. Ho capito che i ragazzi scendono in piazza perché vogliono una scuola pubblica più formativa e utile. La risposta è semplice e si chiama “selezione al ribasso” che ha radici lontane: niente “competizione” per non scoraggiare i meno fortunati. Nella sola Hong Kong, nel 2023 si sono registrati 37 morti e oltre 300 tentativi di suicidio di studenti che non avevano passato l‘esame. Eppure, nella Cina moderna i giovani hanno il culto della Famiglia, della Patria, degli Insegnanti e del Dovere.

R. Lei ci sta dicendo che certe Nazioni adottano sistemi educativi basati sulla “punizione”: ma si tratta di dittature. Noi vogliamo che le democrazie restino tali e pretendiamo il rispetto dei valori su cui si fondano. Quando ciò non avviene, il sistema di libertà è destinato ad estinguersi, come nell’America di Trump.

D. A proposito della libertà di opinione, se io dichiarassi che i Pro Pal sono una massa di fanatici al soldo dell’Iran, perché dovrei temere che qualche ragazzo mi accoltelli per strada?

R. Si tratta di un problema reale che occorre risolvere. In caso contrario i movimenti giovanili sarebbero al servizio di Governi stranieri o di Sette religiose.

D. Non capite che il mondo sta attraversando un periodo di guerra e che quando il nemico è alle porte i “diritti” possono essere “sospesi”?

R. Capiamo benissimo che mentre i princìpi Onu vietano l’uso della forza per risolvere i conflitti, Russia, Cina e Usa continuano ad investire infinite risorse in bombe atomiche, missili e scudi spaziali. Dobbiamo ribellarci contro queste potenze “Imperiali” e i loro profeti. Sarebbe meraviglioso se tutti i giovani del mondo scendessero nelle piazze per proclamare la Giornata del Disarmo Universale, così come era stata proclamata la Giornata della Terra.

A questo punto, mi sono reso conto che, quando avevo l’età di questi ragazzi, protestavo come loro e avevo gli stessi Ideali.

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