Iran, Teheran sospende il memorandum con Washington. Attaccate le basi Usa in Bahrein e Kuwait

Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato oggi che Teheran ha interrotto gli impegni previsti dal memorandum d’intesa firmato a Islamabad tra Iran e Stati Uniti. “Al momento non ci sono notizie di colloqui e la politica attuale dell’Iran è quella di difendere fermamente il Paese”, ha affermato il diplomatico iraniano.

“Stavamo negoziando, ma gli americani hanno violato completamente il Memorandum d’intesa con le loro mosse aggressive. Tuttavia, hanno ricevuto una risposta e hanno capito che tali azioni non porteranno a nulla, poiché l’Iran darà una risposta decisa e una lezione severa agli aggressori”, ha aggiunto Gharibabadi. “Se sono saggi – ha sottolineato, secondo quanto riportato dall’agenzia Tasnim – dovrebbero trovare altre soluzioni”.

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La dichiarazione arriva mentre l’escalation militare tra Iran e Stati Uniti si allarga nel Golfo Persico, con nuovi attacchi che hanno coinvolto Bahrein, Kuwait e, secondo Teheran, anche la Giordania. La tensione resta altissima, con accuse reciproche tra le parti e il rischio di un ulteriore allargamento del conflitto nella regione.

L’esercito iraniano ha annunciato di aver lanciato un’offensiva con droni contro basi militari statunitensi, sostenendo che “durante l’operazione sono stati presi di mira l’area di stazionamento e il deposito dei jet statunitensi, il deposito di carburante dell’esercito americano nella base di Sheikh Isa, nel sud del Bahrein, nonché alcuni ponti”. Le Guardie Rivoluzionarie hanno inoltre rivendicato un attacco contro la base Usa di Arifjan, in Kuwait.

Lo Stato maggiore kuwaitiano ha confermato di aver respinto missili e droni iraniani, spiegando che “le difese aeree kuwaitiane stanno attualmente fronteggiando attacchi missilistici e con droni ostili” e precisando che “gli eventuali rumori di esplosioni” avvertiti dalla popolazione sono stati provocati dall’intercettazione dei sistemi di difesa. Per motivi di sicurezza, il Kuwait ha sospeso temporaneamente decolli e atterraggi all’aeroporto internazionale della capitale.

Kuwait accusa l’Iran di aver colpito infrastrutture civili e siti strategici. “I ripetuti attacchi a queste infrastrutture vitali rivelano un approccio ostile sistematico che prende di mira siti civili e infrastrutture vitali, mettendo in pericolo la vita e la sicurezza dei civili”, ha dichiarato il ministero degli Esteri kuwaitiano. Dopo l’ultima ondata di attacchi, un incendio è divampato in un componente di un impianto di produzione di energia e desalinizzazione dell’acqua. La compagnia petrolifera statale del Kuwait ha inoltre riferito di feriti e danni a un impianto petrolifero colpito.

Sul fronte giordano, l’Iran avrebbe attaccato almeno due basi militari nel corso della settimana, provocando il ferimento di diversi militari americani presenti nelle strutture. Lo hanno riferito alcuni funzionari statunitensi a Cbs News. Al momento non risultano vittime tra i militari americani o giordani e non è stata resa nota la gravità delle ferite. Secondo The Hill, non è ancora chiaro quando siano avvenuti gli attacchi, mentre né Washington né Amman hanno segnalato pubblicamente vittime e il Pentagono non ha commentato le indiscrezioni.

Intanto, il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha smentito le notizie diffuse dai media iraniani secondo cui due petroliere sarebbero andate in fiamme nello Stretto di Hormuz, affermando su X che “la notizia è falsa”. Sul fronte interno iraniano, il vice governatore della provincia di Hormozgan ha riferito che i bombardamenti statunitensi avrebbero provocato tre morti e otto feriti.

Teheran sostiene infine di aver colpito obiettivi militari in Kuwait e Giordania, mentre Washington continua a monitorare la situazione nel Golfo. Il timore è che la spirale di attacchi e ritorsioni possa trasformare l’attuale confronto in una crisi regionale di più ampia portata.

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