Lautaro come Maradona, ma il dato evidenzia la crisi profonda della nostra Serie A: il record negativo della classifica cannonieri
La stagione 2025/26 di Serie A si è chiusa con lo scudetto dell’Inter di Cristian Chivu, campione d’Italia per la 21ª volta nella sua storia, ma anche con un dato statistico che fa discutere. Il premio di capocannoniere è andato a Lautaro Martinez, capitano nerazzurro, autore di 17 gol in 30 presenze. Numeri sufficienti per chiudere davanti a tutti, ma non certo esaltanti se rapportati alla storia recente del campionato italiano. Alle sue spalle si sono fermati Douvikas del Como e Malen della Roma, entrambi secondi a pari merito, con l’olandese arrivato in Italia soltanto nel mercato invernale. Il dato fotografa una stagione in cui la concorrenza in zona gol è stata molto limitata e in cui la Serie A ha confermato una flessione evidente dal punto di vista realizzativo.
Lautaro capocannoniere, mai così pochi gol nell’era dei tre punti
Il dato legato a Lautaro Martinez assume un peso ancora maggiore se inserito nel contesto storico. Nell’era della Serie A a tre punti, nessun giocatore aveva mai vinto la classifica marcatori con meno gol. Per trovare un capocannoniere con un bottino più basso bisogna tornare molto indietro, fino alla stagione 1987/88, quando Diego Armando Maradona, uno degli idoli e connazionali dello stesso Lautaro, chiuse al primo posto con 15 reti, ma il campionato era a 16 squadre. In questo caso, però, il paragone non ha un valore positivo per il movimento italiano. Se da un lato il numero 10 dell’Inter ha saputo comunque incidere in una stagione condizionata anche dall’infortunio al polpaccio, dall’altro il fatto che 17 gol siano bastati per dominare la graduatoria racconta un campionato con pochissimi grandi marcatori.
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Lautaro capocannoniere, il segnale di un campionato che fatica a produrre bomber
Dal ritorno della Serie A a 20 squadre, nella stagione 2004/05, il capocannoniere non era mai sceso sotto quota 21 gol, record minimo rappresentato da Del Piero nel 2007/08. Negli anni successivi il campionato ha visto picchi molto più alti, con attaccanti capaci di superare quota 30, come Higuain e Immobile. Curiosamente, prima di questa stagione, il capocannoniere con meno reti nell’ultimo decennio era stato ancora Lautaro, che nel 2023/24 aveva comunque chiuso con 24 gol. La stagione 2025/26 diventa quindi un’eccezione significativa: pochi giocatori in doppia cifra, medie realizzative basse e un titolo cannonieri vinto con una quota dimenticata da quasi quarant’anni. Per ritrovare altri casi simili bisogna tornare a campionati molto diversi: Mazzola e Orlando nel 1965 con 17 gol, Prati nel 1968 con 15, Bettega nel 1980 con 16, Pruzzo nel 1982 con 15, Platini nel 1983 con 16 e Virdis nel 1987 con 17. Lautaro entra così in una lista ristretta, ma il dato resta soprattutto un campanello d’allarme per l’appeal offensivo della Serie A.
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