Il tecnico biancoceleste presenta la sfida contro il Venezia: mentalità, crescita della squadra e mercato al centro della conferenza stampa
Alla vigilia della sfida contro il Venezia, valida per il prossimo turno di Serie A, Gennaro Gattuso ha analizzato il momento della sua Lazio, reduce da un avvio positivo ma chiamata a mantenere alta la concentrazione.
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L’allenatore biancoceleste ha subito richiamato il gruppo alla massima attenzione, evitando qualsiasi calo di tensione dopo i primi risultati ottenuti. Per Gattuso, il percorso della squadra passa soprattutto dalla mentalità e dalla capacità di affrontare ogni partita con il giusto atteggiamento.
ATTENZIONE E MENTALITÀ CONTRO IL VENEZIA – «Non dobbiamo peccare di presunzione e continuare su questa strada. Non dobbiamo pensare che siamo diventati tutti bravi, ci vuole grande giudizio e grande mentalità, non presunzione. è una partita tosta, il Venezia è una squadra che meritava di fare punti, ti palleggia in faccia e ti prende uomo su uomo. Non dobbiamo essere presuntuosi e pensare partita dopo partita. Quel poco che abbiamo fatto lo abbiamo ottenuto perché abbiamo giocato di squadra, siamo stati sul pezzo e abbiamo tenuto il famoso elmetto».
Gattuso e il suo calcio: il confronto con Milan e Napoli
Il tecnico della Lazio ha poi difeso il proprio percorso da allenatore, ricordando le esperienze vissute sulle panchine di Milan e Napoli. Gattuso ha sottolineato come il suo modo di lavorare sia spesso condizionato dall’immagine costruita durante la carriera da calciatore, ma ha ribadito la propria identità tattica.
IL SUO STILE DI GIOCO – «Forse qualcuno si dimentica ciò che è stato fatto al Napoli e al Milan, non sono andato in Champions con 77 punti e se avessimo vinto l’ultima partita col Verona saremmo stati secondi. Quella squadra giocava un gran calcio come il Milan, ma io sono schiavo del mio personaggio da calciatore. Questo è un altro lavoro, quando ti battezzano Ringhio è normale, ma io faccio questo lavoro con passione ed è un lavoro diverso. Un giocatore con le mie caratteristiche forse in una mia squadra non giocava per quello che voglio fare con le mie squadre. Uno come me forse non trovava posto per come vedo il calcio».
Gattuso chiude all’arrivo di Icardi: «Nulla da togliere al suo valore»
Tra gli argomenti affrontati anche il possibile arrivo alla Lazio di Mauro Icardi, attaccante accostato ai biancocelesti nelle ultime settimane. Gattuso ha riconosciuto il valore dell’argentino, ma ha spiegato le ragioni della scelta della società.
MERCATO E ICARDI – «Ha fatto 250 gol in carriera e nessuno discute il suo valore. Abbiamo fatto però delle scelte prima prendendo Pinamonti e Gudmundsson. Quando si spendono delle parole con alcuni giocatori poi non ci si può incartare. Nulla da togliere al valore e al talento di Icardi. Abbiamo tanti giocatori. Per me queste cose si chiamano equilibri e bisogna essere bravi a tenerli».
Il tecnico biancoceleste guarda dunque avanti, con l’obiettivo di consolidare quanto costruito finora e affrontare il Venezia con la stessa intensità mostrata nelle prime uscite stagionali.
