Khalil gestiva da decenni un rifugio per tartarughe marine vicino a Tiro ed è morta in seguito a un attacco israeliano. Greenpeace: “una perdita per il movimento ambientalista”
L’ecologista libanese Mona Khalil che per più di 25 anni si è dedicata alla salvaguardia delle tartarughe marine nel sud del Libano e nel Mediterraneo orientale, è stata uccisa a seguito di un attacco israeliano che ha colpito la sua abitazione sulla spiaggia di Mansouri, nei pressi della città costiera di Tiro, nel Libano meridionale. Nell’attacco, avvenuto a inizio giugno, Khalil aveva riportato gravi ferite che l’hanno costretta a un ricovero ospedaliero dal quale però non si è più ripresa.
Khalil, 76 anni, gestiva il progetto Orange House Project vicino alla città mediterranea di Tiro, un programma di conservazione importante per la spiaggia di Mansouri e per l’intera area mediterranea, che unisce l’ecoturismo e la natura, dove i visitatori possono assistere alla schiusa delle uova di tartaruga e partecipare ad attività di conservazione.
Julien Jreissati, direttore dei programmi di Greenpeace Medio Oriente e Nord Africa, ha affermato che Khalil aveva “dedicato decenni della sua vita alla protezione delle tartarughe marine e della costa di Mansouri. La sua perdita non è solo una perdita per la sua famiglia e la sua comunità, ma per il movimento ambientalista in Libano e nella regione“, ha dichiarato. La Società per la Protezione della Natura in Libano (SPNL), la ricorda come “una delle più devote difensore dell’ambiente in Libano e un’instancabile paladina della conservazione delle tartarughe marine“. Anche il gruppo ambientalista locale, Green Southerner, si unisce all’omaggio: “una pioniera della difesa ambientale” che per decenni “ha dedicato la sua vita alla protezione delle tartarughe marine in via di estinzione e dei loro habitat di nidificazione”, riporta una nota.
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