L’Odissea generata dall’AI di Musk non convince nemmeno il suo stesso chatbot Grok: goffo e storicamente sbagliato

Elon Musk aveva promesso una rivoluzione. A luglio aveva annunciato che avrebbe realizzato una versione dell’Odissea di Omero completamente generata dall’intelligenza artificiale, storicamente accurata e fedele al poema greco. Una sfida aperta a Christopher Nolan, il cui film aveva criticato aspramente per le scelte di casting. Venerdì 23 ottobre 2026, su X è stato pubblicato il primo episodio di questa operazione: sette minuti di video realizzati con Grok Imagine, lo strumento di intelligenza artificiale per generare immagini e video di proprietà di xAI, una delle società di Musk.

Il risultato, però, ha deluso praticamente tutti. Non solo gli spettatori e i critici cinematografici, ma persino Grok stesso, il chatbot che ha materialmente creato il video. Quando un giornalista di Wired ha chiesto direttamente all’intelligenza artificiale se il video fosse storicamente accurato, la risposta è stata secca: no, non lo era. Un paradosso quasi kafkiano: la tecnologia che smentisce se stessa, incapace di sostenere le promesse del suo creatore.

Il filmato mostra alcuni eventi che precedono la guerra di Troia: Ulisse che cerca di sfuggire al richiamo delle armi, le minacce a Telemaco, Penelope che inizia a tessere la sua famosa tela. Sulla carta, materiale narrativo potente. Ma come molti contenuti generati dall’AI, il video scivola rapidamente nella cosiddetta uncanny valley, quella sensazione inquietante che si prova davanti a qualcosa di artificiale che assomiglia molto alla realtà, ma non abbastanza. I movimenti dei personaggi risultano innaturali, le espressioni poco convincenti, i dialoghi legnosi. Le singole immagini, prese da sole, possono sembrare quasi credibili. Ma appena gli attori virtuali iniziano a parlare o a muoversi, l’illusione crolla.

Erik Kain, critico di Forbes, ha definito il risultato “talmente goffo da risultare quasi ridicolo”. La rivista cinematografica The A.V. Club ha notato come il video assomigli più a un trailer che a un episodio vero e proprio, incapace di trattenere l’attenzione oltre i primi minuti. Anthony Ha di TechCrunch, pur dichiarandosi più clemente, ha ammesso di essersi aspettato qualcosa di peggiore, ma ha comunque riconosciuto che l’Odissea di Grok fatica a coinvolgere davvero lo spettatore.

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E poi c’è la questione dell’accuratezza storica, il cavallo di battaglia di Musk. Perché se l’obiettivo era correggere gli errori di Nolan e restituire fedeltà al mondo omerico, il risultato è stato paradossalmente opposto. Nel video compaiono tuniche medievali, mantelli tardo romani, ambientazioni che ricordano più la Scozia che la Grecia micenea. Un pastiche anacronistico che tradisce qualsiasi pretesa di rigore. La presunta accuratezza promessa da Musk, a questo punto, sembra riguardare meno l’aderenza al poema e più una questione di rappresentanza etnica.

Già mesi prima dell’uscita del film di Nolan, Musk si era scagliato contro la scelta del regista di far interpretare Elena di Troia e Clitennestra a Lupita Nyong’o, sostenendo che non rispettasse la rappresentazione tradizionale dei personaggi per il colore della pelle. Aveva anche criticato la scelta di Elliot Page, attore trans, nel ruolo di Sinone, arrivando ad accusare Nolan di essere “razzista contro i bianchi”. Nell’Odissea di Grok, invece, tutti i personaggi sono bianchi. Una scelta che trasforma il progetto in qualcosa di più di un semplice esperimento tecnologico: una dichiarazione ideologica mascherata da fedeltà storica.

La produzione del video è stata attribuita a una collaborazione con Wonder Studios e il regista Dev Walker, entrambi attivi nel settore della produzione cinematografica basata sull’intelligenza artificiale. Tuttavia, non sono stati forniti dettagli tecnici sul processo creativo, né è chiaro se e quando il progetto si trasformerà nel lungometraggio completo promesso entro la fine del 2026. Per ora, l’Odissea di Grok si presenta come il primo episodio di una serie, ma il numero totale di episodi e le date delle prossime uscite non sono stati annunciati.

L’intera operazione ha anche una dimensione commerciale evidente: si tratta di una vetrina per Grok Imagine, lo strumento di generazione video che xAI sta cercando di posizionare sul mercato. Già il 17 agosto, X aveva lanciato un concorso chiedendo agli utenti di creare scene dell’Odissea con il software, mettendo in palio premi da 100mila, 50mila e 25mila dollari. Una strategia di marketing che usa il poema omerico come terreno di sperimentazione e promozione.

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Le critiche erano arrivate già al momento dell’annuncio. Scott Derrickson, regista di Doctor Strange e Black Phone, aveva contestato pubblicamente il progetto, rivolgendosi direttamente a Musk sui social e mettendo in dubbio la sua conoscenza del cinema e dell’arte. Ora, con il video pubblicato, quelle perplessità sembrano confermate. Il risultato finale appartiene alla categoria della “AI slop”, la paccottiglia generata dall’intelligenza artificiale: contenuti che sembrano impressionanti in superficie ma che, a uno sguardo più attento, rivelano la loro natura superficiale e vuota.

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