Mattarella difende il Papa: splendido messaggio contro autoesaltazione

Roma, 14 apr. (askanews) – Sergio Mattarella difende Papa Leone XIV dal duplice attacco del presidente Usa. Pur senza mai nominare Donald Trump il capo dello Stato oggi, rivolgendosi agli studenti di giornalismo, ha consigliato loro di leggere il messaggio che il Pontefice ha inviato all’Accademia di Scienze Sociali della Santa Sede: “e’ un bel messaggio sul potere, mette in guardia dal pericolo dell’autoesaltazione”. Mattarella lo ha definito “uno splendido messaggio, che rende evidente il debito di riconoscenza che nei confronti del Papa deve nutrire e avvertire il mondo per i suoi richiami, in questo periodo così difficile”.

Gia ieri il capo dello Stato aveva elogiato l’azione del Papa in partenza per un viaggio in Africa sottolineando l’importanza del suo messaggio di pace in questa epoca così conflittuale. Pochi minuti dopo era arrivato l’attacco di Trump a Prevost definito “debole e pessimo nella politica estera”. Opinione peraltro ribadita 24 ore dopo a proposito della condanna verso la guerra in Iran. Una posizione talmente estrema da spingere tutta la politica italiana, premier Meloni compresa, a dissociarsi e definire “inaccettabili” quelle parole rivolte al capo dello chiesa cattolica.

Oggi parlando a braccio Mattarella sembra voler rinforzare il concetto e ampliarlo a un ragionamento più ampio, proprio sul potere e sui rischi che comporta: “Mi torna in mente quando anni fa uno studente delle scuole superiori mi ha chiesto come si fa a resistere alle tentazioni del potere. Gli ho risposto che il potere, o quello cosiddetto tale, per chi ricopre ruoli di vertice nello Stato, nei sistemi sociali, può in effetti inebriare e far perdere l’equilibrio. Ma vi sono due antidoti. Il primo istituzionale, l’equilibrio tra i poteri, la distribuzione delle funzioni di potere dello Stato tra i vari organi costituzionali. Il secondo è rimesso alla coscienza personale, individuale, ed è una alta capacità di autoironia”.

E l’auspicio di Mattarella è che “se i cosiddetti potenti della terra ne facessero un po’ di uso, anche in piccole dosi, il mondo ne avrebbe grande giovamento e loro stessi eviterebbero tante difficoltà e motivi di imbarazzo”.

L’incontro con gli studenti di giornalismo si è incentrato poi sulla difesa della libertà di stampa, del pluralismo e della professionalità dei giornalisti che in tempi di dominio tecnologico diventano “testimoni di verità”, gli unici in grado di distinguere “il vero dal verosimile o dal falso”, quindi unico “antidoto alla manipolazione”. Un richiamo che si è poi rivolto alle questioni nazionali, non il primo in verità, in particolare sulla Rai, ancora senza un presidente a causa dello stallo in commissione di Vigilanza e per la attuazione del Media Freedom Act varato dall’Ue già due anni fa. “La qualità dell’informazione interroga gli editori che sanno di impegnarsi in un settore vitale della democrazia, fanno impresa ma al centro non hanno un prodotto ma un bene pubblico – ha concluso – e le istituzioni chiamate ad assicurare quanto previsto dalla Costituzione e nelle convenzioni internazionali a cui aderiscono, un’insieme di norme nazionali e internazionali per rendere concreto il diritto dei cittadini a un’informazione plurale, corretta, autentica. Ogni vulnus a queste norme è un danno alla società”.

[Se i potenti usassero autoironia eviterebbero imbarazzi|PN_20260414_00148|in02|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/04/20260414_204326_6A3CCC49.jpg|14/04/2026 20:43:37|Mattarella difende il Papa: splendido messaggio contro autoesaltazione|Papa|Politica]