Roma, 20 ott. (askanews) – “Abbiamo visto tutti le immagini delle violenze che hanno sconvolto Milano e altre città italiane nel fine settimana: negozi saccheggiati, vetrine distrutte, forze dell’ordine aggredite. Sono scene inaccettabili che nessuno può pensare di minimizzare o di giustificare per questo oggi il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto con nuove misure per prevenire e contrastare queste violenze”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video pubblicato sui social.
“Nasce un nuovo reato, la partecipazione violenta a una manifestazione” afferma nel video pubblicato sui social in cui illustra le misure presenti nel nuovo decreto varato dal Cdm.
“Tradotto, se durante un corteo o una manifestazione ti unisci a un gruppo di cinque o più persone, ti metti a tirare pietre, petardi, bastoni, metti in pericolo la sicurezza di tutti, rischi fino a cinque anni di carcere, fino a 20 mila euro di multa. Se avevi il volto coperto o se hai ferito qualcuno, la pena aumenta e aumentano anche le pene per chi devasta in gruppo”, sottolinea.
Con una delle misure previste dal decreto varato dal Consiglio dei ministri “applichiamo un principio semplice, chi rompe paga e se chi rompe è un minorenne pagano i suoi genitori” afferma Meloni riguardo al nuovo decreto varato dal Cdm.
“Come funziona? Se il danno – spiega la premier – è a un bene pubblico, una pensilina, un semaforo, una camionetta, il prefetto manda a casa l’ingiunzione di pagamento. Se il danno è a un privato, una vetrina, un negozio, un auto, il proprietario va dal giudice ottiene un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo. Certo ci si potrà opporre, ma intanto i genitori di quel ragazzo che si è divertito a spaccare tutto dovranno pagare e chi ha subito il danno potrà rivalersi su tutto, sui beni di quella famiglia, anche sui soldi che lo Stato eventualmente le deve”.
“Oggi per un ragazzo tra i 14 e i 18 anni lo Stato deve dimostrare ogni volta che era in grado di capire quello che stava facendo. Noi avevamo già approvato una norma che ribalta questo principio, cioè si presume che fosse in grado di capire quello che stava facendo salvo prova contraria. Quella norma è in Parlamento, ma con il decreto di oggi diventa operativa immediatamente e il fermo preventivo che finora valeva solamente per gli adulti si potrà applicare anche ai minorenni” aggiunge Meloni.
“A Milano – ha annunciato la premier – arrivano 500 militari in più fino alla fine dell’anno al fianco di polizia e carabinieri e alla giustizia minorile diamo più magistrati e più posti negli istituti perché la certezza della pena valga anche per chi ha 16 anni”. “Quasi 200 agenti feriti e danni che solo a Milano secondo Confcommercio valgono circa un milione di euro. Chi c’era in quelle piazze? C’erano le frange antagoniste di sempre, quelle che a ogni corteo cercano lo scontro, però accanto a loro questa volta c’era qualcosa di nuovo. Centinaia di giovanissimi, moltissimi di loro minorenni arrivati in piccoli gruppi, convocati da un video sui social, ragazzi venuti in piazza per spaccare, rubare, filmarsi mentre lo fanno. È un fenomeno che dobbiamo affrontare con serietà anche per impedire che quelle immagini diventino un modello da imitare”, prosegue la premier.
“Però voglio essere chiara, non c’è idea politica, non c’è disagio sociale, non c’è opposizione al governo – aggiunge la premier – che possa giustificare la devastazione di un negozio per portare via la merce. Dietro quella vetrina c’è una famiglia che ha investito i sacrifici di una vita, ci sono lavoratori che rischiano di perdere il proprio impiego, ci sono cittadini che hanno diritto di vivere la propria città senza paura”.
“Non c’è niente di rivoluzionario nel devastare e nel rubare. Devastare e rubare non è protesta, è criminalità e la risposta dello Stato deve essere ferma. Le forze dell’ordine hanno fermato e arrestato 330 persone, la metà di origine straniera, nati all’estero o nati in Italia da famiglie straniere”, sottolinea la premier. “Mi aspetto che i reati commessi vengano perseguiti con tempestività e che tutte le norme a disposizione, comprese quelle dei recenti decreti sicurezza, siano applicate con rigore”, aggiunge.”C’è un dato che dal mio punto di vista dovrebbe far riflettere tutti. Il più piccolo tra i ragazzi identificati a Milano avrebbe appena 11 anni, 11 anni. Fa male e fa paura e ci chiama tutti in causa. Noi non possiamo permettere che dei ragazzi crescano pensando che spaccare una vetrina sia un modo per farsi rispettare o che qualche visualizzazione sui social valga più del loro futuro”, prosegue Meloni.
“Chiedo a tutti – conclude Meloni – indipendentemente dalle idee politiche di stare dalla parte della legalità, della libertà, del rispetto delle regole. Noi continueremo a fare la nostra parte per proteggere chi manifesta pacificamente, chi lavora e chi vuole semplicemente vivere in sicurezza”.
