Meloni: Bonaccini rispetti elettori che ci votano. Replica: polemica ma no risposte su bollette e benzina

 

Roma, 28 ago. (askanews) – “In una illuminata lezione, Stefano Bonaccini, presidente del Partito Democratico, ci spiega che milioni di italiani votano a destra perché hanno studiato poco”. Lo ha scritto sui suoi canali social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, rilanciando una dichiarazione dell’esponente democratico sulle caratteristiche che a suo giudizio accomunano gli elettori di destra a livello nazionale e internazionale. “L’abbiamo già sentita. Quelli che votano per loro – ha commentato la premier – sono cittadini colti, consapevoli e intelligenti, mentre quelli che votano per noi sarebbero ignoranti da compatire, quando non da rieducare”.

“Forse Bonaccini – ha continuato Meloni – dovrebbe prendere in considerazione un’ipotesi più semplice: quegli italiani, indipendentemente dalle scuole che hanno frequentato, hanno studiato sulla loro pelle le conseguenze delle politiche della sinistra. Hanno visto città meno sicure, confini senza controllo, periferie dimenticate e lezioni di morale impartite da chi pretende di spiegare agli altri come devono vivere, come devono votare, e come devono pensare”.

“Quegli italiani – rivendica la leader di Fratelli d’Italia – votano a destra perché noi non chiediamo loro quanti titoli di studio abbiano prima di ascoltarli. Li rispettiamo. Ed è forse proprio questo rispetto che Bonaccini e una certa sinistra, nonostante le molte sconfitte, non hanno ancora studiato abbastanza”.

La replica non si è fatta attendere: “Capisco che sia più facile cercare una polemica abbastanza sorprendente con il sottoscritto piuttosto che rispondere del perchè paghiamo le bollette e la benzina tra le più care al mondo o perchè ci sono troppo precari o perchè la sanità pubblica sta crollando e il paese non cresce. Hanno estrapolato una frase da un ragionamento più complessivo”, ha detto il presidente del Pd Stefano Bonaccini tornando, a Coffee Break su La 7, su quanto affermato rispetto ai voti dati alla destra.

“Negli ultimi dieci anni in Occidente ogni volta che si è votato e spesso ha vinto la destra, vale per il primo e secondo Trump, vale per la Brexit, il voto alla Le Pen e alla destra in Italia la destra ha preso un voto maggioritario rispetto alla sinistra se scorporiamo coloro che hanno un po’ meno titoli di studio, stanno peggio economicamente e vivono nelle aree interne, nelle campagne o nelle periferie della città – ha spiegato -. Questo è accaduto scorporando il voto, guardate che ci sono analisi e studi. Il che non vuol dire che non ci siano plurilaureati che votano la Lega, Fratelli d’Italia o Vannacci, ma io l’ho detto come problema per la sinistra, che dovrebbe saper rappresentare di più e meglio coloro che sono più in difficoltà economicamente e che hanno avuto meno opportunità per avere titoli di studio. È per dire che serve una sinistra più popolare, ho fatto un’analisi di quella che è la realtà, scorporando il voto rispetto agli elettorati”.

 

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