Il Quirinale non rientra nei suoi progetti immediati, ma Giorgia Meloni non intende accettare che la presidenza della Repubblica sia considerata un ruolo riservato al centrosinistra. La premier mette in chiaro le proprie ambizioni politiche, rivendica il diritto del centrodestra di esprimere un futuro capo dello Stato e attacca quella che definisce una forma di “razzismo culturale” nei confronti di una parte degli italiani.
Le parole della premier
Le parole arrivano nel libro di Bruno Vespa, Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein, in uscita domani per Mondadori-Rai Libri. “Sono totalmente concentrata a chiudere bene questo mandato e a chiedere agli italiani di confermarmi la loro fiducia per altri cinque anni. Il Quirinale non è nei miei piani. Detto questo, non si capisce perché debba fare scandalo l’idea che una personalità di cultura conservatrice possa un giorno ambire a quel ruolo”, afferma la presidente del Consiglio.
Meloni insiste sulla questione della rappresentanza politica al Colle: “Ma chi lo ha detto che per essere un ottimo presidente della Repubblica si debba per forza venire dal centrosinistra? Trovo insopportabile questo “razzismo culturale” per il quale una parte degli italiani, su per giù la metà o più, debba sempre essere considerata figlia di un dio minore, in molti casi da gente che da giovane faceva il tifo per l’Unione Sovietica”.
La premier punta quindi il dito contro la reazione delle opposizioni all’eventualità di un presidente indicato da una maggioranza di centrodestra: “Le crisi isteriche che vengono alla sinistra ogni volta che si adombra la possibilità che, la prossima volta, possa essere una maggioranza di centrodestra a indicare il presidente della Repubblica la dice lunghissima sulla concezione proprietaria che hanno delle istituzioni”.
Sul tema interviene anche Gianfranco Rotondi, deputato di Fratelli d’Italia, secondo cui la posizione della premier è “molto corretta”: “Come diceva Moro, ‘al Quirinale non ci si candida, si viene candidati’”. Di tutt’altro avviso Matteo Renzi, che invita il campo largo a unirsi per “bloccare il disegno” della presidente del Consiglio, paventando possibili conseguenze sugli equilibri della Corte costituzionale.
Nel frattempo Meloni guarda alle prossime elezioni e prevede che gli avversari tenteranno di “creare il solito ‘allarme democratico’”. Sul referendum sulla giustizia, definito il momento di “maggiore delusione” del mandato, ribadisce la volontà di andare avanti con le riforme. Nel mirino anche la Rai: “Così, finalmente, toglieremo alla sinistra anche questo argomento”.
L’articolo Meloni e il Quirinale: “Non è nei miei piani, ma basta razzismo culturale contro il centrodestra” proviene da Blitz quotidiano.
