Meloni prova a chiudere “Temptation island” con Trump: ‘colpita sinceramente, tornare alla normalità’

Roma, 23 giu. (askanews) – “Tornare alla normalità”. O, per dirla con uno dei meme che hanno imperversato in questi giorni di burrasca con Donald Trump, mettere fine alla politica in versione ‘Temptation island’. Giorgia Meloni, intervistata durante un evento organizzato dal quotidiano ‘La Verità’ prova a chiudere la querelle che dopo il G7 di Evian l’ha vista al centro di uno scontro pubblico durissimo con il presidente americano. La premier ribadisce di non voler continuare oltre con il botta e risposta, a dispetto delle frecciate che il numero uno della Casa Bianca continua a riservare a lei in particolare, ma anche ad altri leader europei e alla Nato. E sostanzialmente ribadisce in chiaro ciò che aveva già detto ai suoi ministri durante il Cdm di ieri.

Meloni si definisce “sinceramente colpita” da quanto è successo e accenna alle varie ricostruzioni che sono state fatte per cercare di spiegare la violenza dell’attacco, compresa la diffusione di quel famoso video in cui – immortalata mentre punta il dito – potrebbe aver irritato il presidente Usa. O anche all’ipotesi per cui dietro ci sia un tentativo di distogliere l’attenzione dall’andamento dei negoziati in Iran. “Non so se siano veri. Penso – sottolinea – che il nostro lavoro bilaterale con gli Stati Uniti debba tornare alla sua normalità”. Ed è anche per questo che ha invitato i rappresentanti del governo a partecipare al ricevimento che verrà dato dall’ambasciatore Fertitta il 2 luglio in occasione delle celebrazioni del giorno dell’Indipendenza.

La presidente del Consiglio nega anche di temere che ci possano essere “contraccolpi” tra i due Paesi. “Mi pare che la nostra attività e i nostri rapporti – afferma – vadano bene anche nelle ultime settimane, anche negli ultimi mesi, tanto a livello istituzionale quanto a livello economico” esattamente come bisogna ricordare, prosegue, che “l’export italiano è cresciuto nonostante i dazi americani”. La premier, insomma, cerca di uscire fuori dalla questione personale, riportando tutto nell’alveo delle storiche relazioni tra le due sponde dell’Atlantico che “indipendono e non iniziano o finiscono in base a chi governa in quel momento, gli Stati Uniti piuttosto che l’Italia o un qualsiasi altro paese europeo”.

Meloni dunque ridimensiona la questione, così come prova a sminuire anche quella che a detta di molti potrebbe essere un’altra spina nel fianco in vista delle prossime elezioni Politiche: Roberto Vannacci. “Mi sono fatta l’idea che la sinistra ne parla molto, perché loro non potendo parlare della loro coalizione cercano disperatamente di dire che ha problemi la nostra”. Poi la stoccata a Renzi che, dice sarcastica, “era così occupato a lanciare la volata” al generale “che non si è accorto che non l’avevano neanche convocato alla riunione dei leader del centrosinistra”.

La presidente del Consiglio torna ribadire che sarebbe sbagliato ragionare soltanto in termini di “alchimie” o somme algebriche e ne fa una questione di scelta di fronte. “Quando si voterà, tra un anno o quando sarà, varrà solamente: al governo vuoi il centrodestra o il centrosinistra? Vuoi il campo largo o la coalizione che hai conosciuto in questi anni?”, dice. Un accenno implicito anche al voto utile che, nelle speranze di Fratelli d’Italia, alla fine potrebbe ridimensionare Futuro nazionale rispetto agli attuali sondaggi che lo vedono ormai appaiato alla Lega. Un ragionamento che, d’altra parte, fa il paio con la difesa della riforma della legge elettorale che proprio venerdì sbarcherà nell’aula della Camera. Un sistema che per Meloni può dare stabilità all’Italia. “Io non penso che questa sia una legge che serve al centrodestra. “È una legge – afferma – che serve a chi vince le elezioni per avere i numeri per governare, e quindi vinca il migliore, ma è sicuramente una legge che serve all’Italia perché secondo me sarebbe devastante tornare indietro”. E se la sinistra la avversa, sostiene, è perché tifa per un pareggio che gli consenta di governare anche se perde le elezioni. E perché è prevista una indicazione del premier e loro “hanno oggettivamente un problema di chi ci mettono”.

Infine, una annotazione personale sulla sua scelta di liberarsi del vizio delle sigarette nonostante non sia un ‘bel periodo’. “Prima o poi lo dovevo fare. Ho smesso il primo di maggio, sto tenendo, sono riuscita a non finire sulle cronache”.

Bac

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