Meloni verso un Consiglio Ue complicato, per l’Italia focus su energia e Ucraina

Bruxelles, 14 ott. (askanews) – Un Consiglio europeo “più complicato del previsto, e già l’agenda era molto complicata”. Così un diplomatico a Bruxelles definisce il summit in programma domani e venerdì nella capitale belga.

Sul tavolo la trattativa sul Multiannual Financial Framework (MFF), il bilancio dell’Unione, ma anche la questione “urgentissima” del costo dell’energia e la crisi in Ucraina, che vive un momento particolare dopo la decisione di Donald Trump sul gasolio russo.

Venerdì a Bruxelles è atteso il leader ucraino Volodymyr Zelensky. Giorgia Meloni, questa mattina in Senato, ha ribadito il “sostegno” dell’Italia, che “non è un’alternativa alla pace” ma al contrario “la rende possibile”. La premier è anche però tornata a chiedere un maggior protagonismo dell’Europa, con la nomina di un negoziatore (senza risparmiare ‘frecciate’ a Francia e Germania, che insieme al Regno Unito “ritengono di poter fare da sole meglio di quanto potremmo fare tutti insieme”). E del negoziatore si parlerà in Consiglio, anche perchè – si spiega a Bruxelles – ora è Zelensky che lo chiede pressantemente. Non ci sarà però una decisione, ma un confronto sull’”identikit”, che deve essere di alto profilo. Quanto all’uscita di Trump, anche Meloni l’ha criticata in quanto “molto rischiosa e contradditoria”, che mina anche il sistema di sanzioni messo in campo dall’Ue. Le stesse critiche che, secondo quanto si apprende, dovrebbero essere contenute anche nelle conclusioni del Consiglio.

Sul tema del costo dell’energia si confronteranno due ‘blocchi’ di Paesi. Da un lato quelli (i nordici, la Germania, i Paesi Bassi, ma anche Spagna e Portogallo) che ritengono che il problema reale sia la dipendenza dai fossili e quindi chiedono di accelerare sulla riduzione di tale dipendenza, dall’altro quelli (Italia, insieme – tra gli altri – a Polonia, Romania, Austria, Grecia) che chiedono alla Commissione di avanzare delle proposte e di tener conto, nel negoziato sulla revisione dell’Ets, dell’esigenza di continuare a sostenere l’industria europea.

Sul bilancio europeo il summit segnerà l’inizio della vera discussione, a partire dalla nuova nego-box messa a punto dalla presidenza irlandese (che non piace a nessuno). L’Italia è tra i capofila degli “Amici della coesione”, coloro che si oppongono ai tagli alla Politica agricola comune e ai fondi per la coesione. I tagli generali proposti dall’Irlanda (8%) per far felici i ‘frugali’, però, non convincono Roma perchè indeboliscono un bilancio già scarso, soprattutto sulle sfide della competitività. Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa vorrebbe chiudere entro dicembre, prima dell’inizio delle tante tornate elettorali europee, ma non è facile. “Non firmeremo un accordo non vantaggioso per rispettare una data. Noi firmeremo un accordo solo quando sarà giusto per l’Italia”, ha ammonito Meloni. Molto si giocherà anche sull’incremento delle risorse proprie. Le proposte sono molte: il roll over del Newx Generation Eu, o possibili strumenti di debito mirati (ma c’è il ‘no’ frugali). “Ma di questo si parlerà solo l’ultima notte del negoziato, per non bruciare le carte”, prevede un diplomatico di lungo corso. Per quanto riguarda la flessibilità che Meloni aveva chiesto vista l’impennata dell’inflazione, non sarà oggetto del Consiglio, anche se la premier potrebbe mettere il tema sul tavolo.

In ‘scaletta’ anche il Medio Oriente, con in particolare il ripristino della libertà di navigazione. L’Italia ha chiesto il potenziamento della missione Aspides, che è l’unica cosa – viene fatto notare – che può dare all’Ue una rilevanza critica nella regione.

Sul tavolo anche la questione dell’allargamento (l’Italia spinge per l’accelerazione su Montenegro e Albania). La Commissione, la scorsa settimana, ha anche rilanciato il tema dell’adeguamento del processo decisionale con il superamento del voto all’unanimità. Tema su cui la presidente del Consiglio è nettamente contraria: “Non sono d’accordo sul superamento dell’unanimità in Europa. Credo che l’Europa debba essere inclusiva e non impositiva, credo che esistano degli strumenti migliori che possono creare un equilibrio tra l’efficacia e l’efficienza e l’inclusività rispetto a quello che si propone col superamento del voto all’unanimità”. Strumenti che sono, in primo luogo, le cooperazioni rafforzate, per lei.

Infine la questione dei migranti, tema da sempre al centro dell’agenda di Meloni. Il testo delle conclusioni, si prevede, sarà “molto articolato” e con “passi da gigante” sulla linea italiana. Non mancheranno però – è facile ipotizzarlo – ‘scintille’ con Pedro Sanchez, peraltro in campagna elettorale, sulla questione di Ceuta e della sospensione di Schengen (che peraltro scade domani e, probabilmente, sarà rinnovata). Un “diritto”, ha rivendicato, esercitato “sulla base di una valutazione di sicurezza. Peraltro “si tratta di uno strumento utilizzato regolarmente dal 2026 a oggi, gli Stati membri vi hanno fatto ricorso quasi 500 volte e inoltre in 30 casi i controlli hanno riguardato direttamente l’Italia. La Francia mantiene controlli alla frontiera con noi da oltre 10 anni e quindi è difficile sostenere che l’Italia non abbia il diritto di utilizzare uno strumento che nei suoi confronti è stato utilizzato decine di volte”.

[Sul tavolo anche l’avvio del negoziato sul bilancio dell’Unione|PN_20261014_00181|in04 rj01|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/10/20261014_195450_59755162.jpg|14/10/2026 19:54:58|Meloni verso un Consiglio Ue complicato, per l’Italia focus su energia e Ucraina|Ue|Politica]