Morte di Fakir, il film in 3D della scena incriminata: la ricostruzione dei Ris di Parma con droni e laser

Gli investigatori tornano al Pilastro, dove è morto Abderrahim Fakir il 19 luglio e questa volta, oltre ai poliziotti della squadra mobile bolognese e ai pm che coordinano le indagini, ci sono anche i carabinieri del Ris di Parma.

Nella zona dei garage di via Svevo

A loro è stato affidato l’incarico di ricostruire in tre dimensioni, grazie alle nuove tecnologie, lo stato dei luoghi degli ultimi momenti di vita del 42enne marocchino e di creare, integrando con il materiale già acquisito agli atti, una sorta di “film” della tragedia, per riprodurre, nel modo più attendibile possibile, momento per momento quello che è successo.

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Morte di Fakir, il film in 3D della scena incriminata: droni scanner e laser (foto Ansa-Blitzquotidiano)

Droni e laser scanner sono gli strumenti portati dagli specialisti dell’Arma nella zona dei garage di via Svevo, per mappare i punti di interesse e raccogliere elementi utili sul campo. Al sopralluogo hanno partecipato anche il procuratore Paolo Guido, la procuratrice aggiunta Morena Plazzi e la pm Francesca Arienti.

L’esito dell’attività tecnica si completerà con il contenuto dei diversi video girati dai residenti, in parte pubblicati anche dai media, con quelli delle telecamere di sorveglianza e con le riprese della bodycam di uno dei due agenti intervenuti per immobilizzare Fakir.

Obiettivo è mettere in fila la sequenza dei filmati, che in certi casi riprendono la stessa scena da angolazioni diverse, anche per valutare le sovrapposizioni.

L’accertamento affidato ai Ris potrebbe venire incontro in qualche modo all’invito dell’avvocato Fabio Anselmo, per i familiari del 42enne, che fin dall’inizio ha chiesto il coinvolgimento nell’indagine di un corpo diverso dalla polizia.

Ma anche a quanto segnalato dal difensore dei due poliziotti, Gabriele Bordoni, che ha sollecitato una consulenza tecnica per riordinare il materiale multimediale.

Proseguono intanto le indagini per ricostruire gli spostamenti del 42enne marocchino, così da capire come sia arrivato quella mattina al Pilastro, in stato di alterazione.

Domani, inoltre, i consulenti tecnici nominati per analizzare il cellulare di Fakir tenteranno di sbloccarlo, ma l’operazione sarà complicata, in assenza del pin.

Si continua anche a cercare un secondo telefono, legato ad un’altra utenza utilizzata dal marocchino, che potrebbe essere utile per chiarire i movimenti dell’uomo e le frequentazioni avute nell’ultimo periodo.

Il fascicolo della Procura rimane aperto a modello 45bis, cioè con un registro delle annotazioni preliminari dove sono indicate sei persone: i due poliziotti e i quattro volontari della Croce Rossa intervenuti il 19 mattina in via Svevo. Cruciali, per le determinazioni degli inquirenti, saranno gli esiti dell’autopsia, attesi dopo l’estate.

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