Napoli, Favasuli si presenta: «Da uno come Allegri posso solo imparare». Poi il sogno Nazionale e il modello Di Lorenzo

Costantino Favasuli racconta il suo arrivo al Napoli, il rapporto con Allegri, l’esempio Di Lorenzo e gli obiettivi per il futuro: le sue parole

Costantino Favasuli è pronto a iniziare la sua nuova avventura con il Napoli. Il club azzurro lo ha acquistato con la formula del prestito da 1 milione di euro, accompagnato da un successivo obbligo di riscatto da 6 milioni al quale potrà aggiungersi un ulteriore bonus. Intervistato dal Corriere dello Sport, il nuovo giocatore azzurro ha parlato dell’imminente incontro con Massimiliano Allegri, del modello rappresentato da Giovanni Di Lorenzo, della Nazionale e del percorso che lo ha condotto fino a Napoli.

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Favasuli e il Napoli: l’attesa per Allegri

Il primo pensiero del classe 2004 è rivolto al nuovo allenatore, dal quale spera di poter apprendere il più possibile.

IL RAPPORTO CON ALLEGRI – «Se ho parlato con Allegri? Non ancora, ma sono impaziente. Da uno come lui posso solo imparare, penso che quello che ha fatto nel mondo del calcio sia sotto gli occhi di tutti. Io devo solo mettermi a disposizione e farmi trovare pronto».

Un riferimento fondamentale sarà inoltre Di Lorenzo, punto fermo del Napoli e giocatore dal quale Favasuli vuole apprendere quotidianamente.

IL MODELLO DI LORENZO – «Di Lorenzo è un giocatore incredibile e un grandissimo professionista. Con lui posso migliorare tanto, mi basterà guardarlo. È difficilissimo, ma sarebbe pazzesco fare lo stesso percorso, nel Napoli e magari anche in Nazionale visto che ha vinto l’Europeo. Lui e il nostro agente mi hanno fatto una videochiamata dal ritiro. Crescere alle spalle di uno dei migliori terzini d’Europa sarà bellissimo».

Favasuli tra Nazionale e sogno Mondiale

Tra i momenti più importanti della sua giovane carriera c’è stata anche la prima convocazione con la Nazionale maggiore, arrivata a giugno.

L’ESORDIO IN NAZIONALE – «Un sogno. Ero in macchina, mi chiama Cherubini della Roma e mi dice: “Guarda Instagram, c’è scritto che sei stato convocato”. Non ci potevo credere, pensavo all’Under 21. Ho chiamato subito papà. Mondiali 2030? Ecco un altro mio sogno, ma andiamo piano. Lavorerò anche per questo e per vivere notti come quelle europee».

Favasuli e l’importanza di Aquilani

Nel suo percorso ha avuto un ruolo fondamentale Alberto Aquilani, che lo ha allenato prima nelle giovanili della Fiorentina e successivamente al Catanzaro.

IL RAPPORTO CON AQUILANI – «Mi ha allenato alla Fiorentina, nelle giovanili, e poi lo scorso anno a Catanzaro, gli devo tantissimo. E anche al suo staff. All’inizio a Firenze non ero simpaticissimo agli altri, sono un po’ chiuso ed ero un po’ egoista in campo. Poi hanno imparato tutti a volermi bene perché sono un generoso».

Idoli, ruolo e mentalità

Favasuli ha raccontato anche i propri riferimenti calcistici e l’evoluzione tattica che lo ha portato a trovare sulla fascia destra la posizione nella quale si sente maggiormente a proprio agio.

GLI IDOLI E IL RUOLO – «Idoli? Zambrotta. Poi Neymar e Cancelo. Un po’ mi piace il basket, ma mi basta anche una partita di Serie B di calcio e sono contento. Ho iniziato a sinistra, poi ho fatto la mezzala e adesso sto a destra. È la posizione che preferisco. Sono un maniaco del lavoro, per me l’importante è migliorarmi».

Favasuli: il Napoli davanti alle altre offerte

Il nuovo acquisto azzurro ha confermato di aver ricevuto altre proposte, ma l’opportunità di trasferirsi al Napoli ha immediatamente avuto la precedenza.

LE ALTRE OFFERTE E LA SCELTA DEL NAPOLI – «Qualcuna, ma quando ho saputo che c’era questa occasione non ho pensato ad altro. Se mi torna in mente il mio paese di tremila abitanti, se mi rivedo bambino in piazza e penso che adesso mi aspetta una delle squadre più importanti del mondo quasi mi confondo. Ecco perché spero con tutto il cuore che altri ragazzi della mia terra possano avere questa occasione. I talenti ci sono».

Le origini calabresi e il desiderio di essere un esempio

Favasuli non dimentica la Calabria e le proprie radici. Il giocatore vorrebbe diventare un punto di riferimento per i giovani della sua terra, convinto che il talento non manchi nonostante le difficoltà strutturali.

LE ORIGINI E LA CALABRIA – «L’importante è non perdere mai la strada. Forse mancano le strutture ma ci sono tanto talento e tanta fame. La mia è enorme. Forse è un problema culturale, a me piacerebbe essere un esempio e fare qualcosa per la mia gente e la mia terra. Restituire un po’ dell’amore che mi è stato dato, magari per aiutare i giovani del mio paese».

Il ricordo dell’esperienza al Catanzaro

Prima di concentrarsi definitivamente sul Napoli, Favasuli ha dedicato un pensiero anche alla precedente esperienza al Catanzaro, ringraziando società, città e tifosi per un percorso che considera indimenticabile. Resta soltanto il rimpianto per la promozione in Serie A sfumata nel finale.

IL RIMPIANTO PER LA PROMOZIONE – «Peccato per la mancata promozione in A, magari se la partita di ritorno fosse durata dieci minuti in più ce l’avremmo fatta perché il Monza era sotto pressione».

Un epilogo che, secondo Favasuli, non cancella quanto costruito durante la stagione. Ora per il giovane esterno si apre un nuovo capitolo: quello con il Napoli di Allegri, con l’obiettivo di crescere alle spalle di Di Lorenzo e provare a conquistarsi spazio anche ai massimi livelli.