Nel 2025 emissioni record, Onu: “Verso +2,6 °C entro fine secolo”

emissioni climalteranti prodotte da un'industria

L’Onu presenta il rapporto annuale su emissioni e clima. Antonio Guterres: “I piani climatici nazionali e le politiche attuali sono insufficienti”. Per tornare sotto la soglia di 1,5°C entro il 2100, le emissioni dovrebbero ridursi del 18% entro il 2030

Nel 2025 le emissioni globali di gas serra si sono mantenute su livelli record, secondo un rapporto dell’Onu. Il documento avverte che la Terra è avviata verso un riscaldamento di 2,6°C entro il 2100, anche nell’ipotesi in cui i governi rispettino i recenti impegni climatici assunti. “Le emissioni restano su livelli record – ha dichiarato il segretario generale Antonio Guterres in occasione della presentazione del rapporto annuale sul divario tra emissioni e obiettivi – Inoltre, i piani climatici nazionali e le politiche attuali sono pericolosamente insufficienti, lasciando presagire un riscaldamento compreso tra 2,6°C e 2,8°C”.

Servono sforzi drastici e immediati, sottolinea l’Onu. Il mondo è “pericolosamente lontano dall’obiettivo” e “non può più evitare di superare il limite di 1,5°C” – il traguardo più ambizioso fissato dall’Accordo di Parigi del 2015 – ha dichiarato António Guterres, Segretario generale dell’Onu, in occasione della presentazione del rapporto annuale del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep) sul divario tra le emissioni attuali e gli obiettivi climatici.

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Le proiezioni sono più cupe rispetto a quelle dello scorso anno – che indicavano un riscaldamento compreso tra 2,3°C e 2,5°C – dovute, tra l’altro, al ritiro degli Stati Uniti (il secondo maggior inquinatore al mondo) dall’Accordo di Parigi e alla revisione delle stime sulle emissioni storiche. Basandosi esclusivamente sulle politiche attuali, e senza considerare gli impegni a fare meglio, il riscaldamento globale potrebbe addirittura raggiungere i 2,8°C entro il 2100 – il doppio del livello odierno.

Tra i sei maggiori emettitori, i dati preliminari per il 2025 indicano un aumento delle emissioni negli Stati Uniti, in Indonesia e in Cina, a fronte di una diminuzione in India, Russia e Unione Europea. La possibilità di mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 °C “è svanita”, sentenzia il rapporto, dopo “decenni di un’azione climatica insufficiente”, in particolare da parte dei paesi ricchi del G20, responsabili di tre quarti delle emissioni.

Il rapporto analizza anche uno scenario più favorevole, in cui il riscaldamento globale raggiungerebbe un picco compreso tra 1,7°C e 1,8°C, per poi scendere nuovamente al di sotto di 1,5°C entro il 2100. Per riuscirci, le emissioni globali dovrebbero ridursi del 18% entro il 2030, del 45% entro il 2035 e del 69% entro il 2040, rispetto ai livelli del 2025. Per fare un confronto, secondo l’Onu, il rispetto degli attuali impegni climatici porterebbe a una riduzione di appena il 5-8% entro il 2030 e dell’11-15% entro il 2035.

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