Oceani, continuo il riscaldamento delle acque. Nel 2023 raggiunto un nuovo record

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Lo annuncia uno studio dell’Accademia cinese delle Scienze che monitora l’Ocean heat content, cioè la quantità di energia assorbita. I ricercatori: “il riscaldamento continuerà per centinaia di anni, con conseguenze sempre più gravi”

L’aumento di calore negli oceani è continuo e accelerato in tutto il pianeta, e ha registrato un record nel 2023, soprattutto nell’Oceano Atlantico e nell’ Antartico. Uno studio pubblicato su Nature Reviews Earth & Environment da un team di ricercatori internazionale guidati dall’Accademia Cinese delle Scienze di Pechino ha fornito informazioni sull’aumento mondiale dell’Ocean Heat Content (OHC), cioè la quantità di energia assorbita dall’oceano a diverse profondità. Nel 2023, il contenuto di calore oceanico (OHC) globale in profondità è stato superiore di 16 ± 10 ZJ (1 ZJ = 1021 J) rispetto al 2022, continuando la tendenza all’aumento a lungo termine iniziata nel 1960. A partire dal 2017, ogni anno l’OHC ha battuto ogni record precedente e il nuovo studio conferma una forte accelerazione del riscaldamento degli oceani.

I ricercatori hanno commentato: “Nel 2023, il calore si è accumulato più rapidamente negli strati superiori dell’oceano, dove le attività umane sembrano avere un impatto maggiore; mentre gli strati più profondi sono rimasti meno colpiti dalle influenze antropiche, in linea con i risultati precedenti. Il trend a lungo termine dell’aumento dell’OHC è in gran parte attribuita a cause di origine antropica, come le emissioni di gas serra e gli aerosol”.

Il riscaldamento degli oceani ha già portato a impatti e conseguenze gravi, come ad esempio l’alterazione della circolazione oceanica, l’innalzamento del livello del mare e della stratificazione verticale, l’intensificazione dei cicloni tropicali, la riduzione dei livelli di ossigeno negli oceani, la fusione dei ghiacci marini e delle calotte glaciali, le ondate di calore marino e altri fenomeni estremi. Data la grande inerzia termica dell’oceano, si prevede che il riscaldamento degli oceani profondi continuerà per almeno centinaia di anni e che le conseguenze diventeranno ancora più gravi. Ma, sottolineano i ricercatori, il livello e il tasso di riscaldamento dipendono strettamente anche dalle politiche attuali e dagli scenari socioeconomici. Il monitoraggio continuo dei cambiamenti nel riscaldamento degli oceani è quindi un passaggio fondamentale per prendere decisioni informate e agire in maniera funzionale nei negoziati internazionali sul clima.