Oceani, tutti gli impegni presi alla Conferenza di Nizza

Kiribati

Il summit si è chiuso con tanti nuovi impegni politici e finanziari per gli oceani. L’Ue promette 40 milioni per l’Alto mare, Francia e Brasile sfidano il mondo a riconoscere il ruolo centrale degli oceani in vista di Cop30

Si è chiusa a Nizza la terza Conferenza Onu sugli oceani. Senza un documento ufficiale approvato, ma con tanti nuovi impegni politici e finanziari per riportare il mare al centro dell’attenzione globale e centrare l’obiettivo 14 degli Sdgs delle Nazioni Unite. C’era grande attesa per la ratifica del Trattato sull’Alto Mare, un documento approvato due anni fa dalle Nazioni Unite ma che, per entrare ufficialmente in vigore e diventare giuridicamente vincolante, deve essere ratificato da almeno sessanta Paesi. All’appello, per il momento, ne mancano ancora diversi, tra cui l’Italia. Il Trattato mira alla protezione delle acque internazionali, che si trovano al di fuori della giurisdizione dei singoli Paesi e vuole fornire un quadro giuridico per istituire aree marine protette o applicare misure di conservazione in luoghi minacciati dalla pesca eccessiva e dai rischi dell’estrazione mineraria.

Il presidente Macron ha promesso la creazione di una delle più grandi reti di aree marine protette al mondo, con un obiettivo di 4 milioni di km². Sempre la Francia, insieme al Brasile, ha lanciato la Blue NDC Challenge invitando tutti i Paesi a mettere l’oceano al centro dei loro piani climatici in vista della Cop30 di Belém.

Oltre alla presentazione del nuovo Patto per l’Oceano, l’Unione europea ha promesso 40 milioni di euro per sostenere la ratifica del Trattato e 1 milione di euro per “rafforzare il collegamento tra scienza e politica”.

È tornato poi un appello lanciato da oltre 90 Paesi che ribadiscono la loro ambizione di porre fine all’inquinamento da plastica. Tante promesse anche dai singoli Stati. La Germania promette di contribuire con 9,95 milioni di euro al Blue Action Fund per sostenere gli sforzi globali a favore della biodiversità marina. Il Regno Unito ha aggiunto 4 milioni di sterline al Global Fund for Coral Reefs (portando il suo contributo totale a 40 milioni di sterline) e 2,8 milioni di sterline a sostegno delle economie blu dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo. La Norvegia, infine, si è impegnata a destinare 2,1 milioni di dollari per combattere l’inquinamento marino in India.