Omicidio Pamela Genini, Soncin chiede scusa in aula. La famiglia: “Parole di plastica”

Gianluca Soncin ha chiesto scusa alla famiglia di Pamela Genini, la 29enne uccisa con 76 coltellate nell’ottobre dello scorso anno. Il 52enne, imputato a Milano per omicidio pluriaggravato, ha reso oggi in aula dichiarazioni spontanee, leggendo poche righe scritte a mano.

“In questo momento di grande dolore e profonda tristezza porgo le mie scuse alla famiglia di Pamela. Da quel giorno le nostre vite sono profondamente cambiate. So che il perdono non si può pretendere. Comprendo il peso delle mie azioni e il ricordo di Pamela resterà indelebile nei nostri cuori. Non mi resta che assumermi fino in fondo le conseguenze per il dolore che ho causato con senso di responsabilità”, ha detto Soncin con voce bassa e piatta.

L’uomo, secondo l’accusa, la sera del 14 ottobre dello scorso anno si procurò un duplicato delle chiavi dell’abitazione di Pamela, in via Iglesias, nella periferia di Milano, e fece irruzione nell’appartamento mentre la giovane era al telefono con l’ex compagno. Pamela venne colpita con 76 fendenti, prima sul terrazzino e poi all’interno della casa.

La famiglia: “Parole di plastica”

Le scuse sono state respinte dalla famiglia. “Sono parole di plastica, insignificanti che non tolgono nulla”, ha commentato l’avvocato Nicodemo Gentile, legale della madre della vittima, Uma Smirnova. “Sono molto tardive. Doveva accettare quelle scuse che Pamela gli faceva, quando lui la trascinava per i capelli sul balcone e lo implorava di non ucciderla. Là si doveva fermare”.

Gentile ha aggiunto: “Poteva evitare di leggere quel foglietto scritto da chissà chi” e “non ha convinto nessuno”. Secondo il legale, Soncin “deve fare pace con il suo carattere, con il suo orribile gesto”. “Dimostreremo come Pamela, prima dell’omicidio, era sotto pressione perché la minacciava con dei coltelli. Poteva evitare questa tragedia, invece siamo di fronte a un femminicidio tremendo”, ha affermato.

Gentile ha poi definito Soncin un “uomo corroso dal delirio del possesso e del controllo e dalla gelosia patologica”. In aula anche il fratello di Pamela, Nicola. L’avvocata Sara Sontoli, che assiste lui e la sorella Veronica, ha definito le scuse “inopportune”.

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