Passato il Ferragosto la politica riprende vigore. Coalizioni alla prova: in ballo le primarie e lo zig zag di Vannacci

Passato Ferragosto la Politica riprende vigore. Al centro delle attenzioni ci sono le coalizioni messe alla prova e i nodi da sciogliere sono parecchi. Ultimi segnali: M5S e Pd vicinissimi all’accordo, cioè primarie online aperte a tutti. Centrodestra al bivio con o senza Vannacci. Terzo Polo alla ricerca di un asse stabilità prova a ripartire.

Campo largo uno e trino

Il centro del centrosinistra e’ divaricato. E si conta, si interroga: c’è chi guarda più verso Schlein, chi verso Conte e chi ancora vagheggia il federatore in salsa ulivista. E a causa del “lodo taglia cespugli “ introdotto alla Camera nella riforma elettorale, la ripartizione del centro del centrosinistra rischia grosso alle elezioni. Nel frattempo, in vista delle primarie, si scaldano i motori. Ad esempio Ernesto Maria Ruffini, a suo tempo caldeggiato da Prodi come suo epigono, sta ultimando un libro (uscirà a settembre) in cui annuncia per ottobre l’assise nazionale dei circoli “PiùUno”, la rete civica che si ispira ai comitati dell’Ulivo, per rilanciare l’area del centrosinistra attraverso i valori della Costituzione. Nell’orbita Ruffini ci sono due sindaci (Beppe Sala e Silvia  Salis), l’eterno Tabacci e l’ex capo della polizia Franco Gabrielli. Occhio: se si faranno le primarie, Ruffini concorrerà.

Centrodestra con o senza Vannacci

Il dubbio resta. Il leader di “Futuro Nazionale”, il Movimento che Roberto Vannacci ha fondato a febbraio posizionandolo nell’area della destra sovranista, non ha ancora deciso il da farsi. Pare. Procede a zig zag. A Ferragosto ha fatto circolare un video sibillino (“Auguro a tutti, anche  a chi canta Bella Ciao”). Dicono che alle prossime elezioni politiche potrebbe prendere il 10%. La sua linea è sempre stata quella di forzare su alcuni temi politico-sociali ( soprattutto l’immigrazione), ed etici. Finora i suoi parlamentari sono sempre stati schierati contro il governo. Attenzione: il 27-28 settembre, quando a Reggio Calabria si voterà per il seggio lasciato libero alla Camera da Francesco Cannizzaro, se ne saprà di più. In ogni caso se Giorgia Meloni tenesse il generale fuori dalla coalizione del centrodestra, la forza di Vannacci si ridurrebbe notevolmente in virtù del mancato “voto utile”. Così almeno sostengono gli analisti.

Il Terzo Polo alla ricerca di un asse stabile

C’è un progetto per rilanciare l’area centrale. Un’area fatta di due partiti piccoli ( Azione e PLD) e un paio di movimenti appena nati e quindi ancora senza peso elettorale. Senza dubbio è tagliata fuori Italia Viva. La riforma elettorale, come sostiene Luigi Marattin, segretario del partito liberal-democratico lanciato a Roma (marzo 2025),”non è altro che l’ennesimo modo di tenere in vita un bipolarismo che non funziona più”. Il progetto è pronto,  – europeismo, atlantismo, economia di mercato, merito, pari opportunità, riforme istituzionali – ma stavolta il Terzo Polo non vorrà ripetere l’errore del passato: il progetto, dicono gli ideatori, “deve venire prima degli ego”. Una parola.

L’articolo Passato il Ferragosto la politica riprende vigore. Coalizioni alla prova: in ballo le primarie e lo zig zag di Vannacci proviene da Blitz quotidiano.