Legambiente: “Ben venga l’inasprimento delle pene ma è solo il primo passo per tutelare una specie endemica”
L’uccisione di un orso marsicano potrà prevedere l’“Arresto da sei mesi a due anni e un’ammenda da quattro mila a dieci mila euro” recita il nuovo comma C bis dell’articolo 30 della legge sulla caccia, introdotto dalla modifica proposta dal parlamentare abruzzese di Forza Italia Nazario Pagano a cui hanno dato via libera le commissioni congiunte Affari Costituzionali e Giustizia della Camera.
“L’orso bruno marsicano è una specie a rischio estinzione che va tutelato e protetto attraverso una serie di interventi normativi, territoriali e un rafforzamento delle politiche gestionali non più rimandabili” – A. Nicoletti
“In Commissione Affari costituzionali alla Camera è stato appena approvato un emendamento, a mia prima e unica firma, che prevede l’inasprimento delle pene per chi cattura o uccide gli orsi marsicani. Si tratta di una specie endemica che si trova solo nell’Italia centro-meridionale e rappresenta una delle più a rischio di estinzione in Europa, come evidenziato da un dossier dell’Ispra”, ha commentato Pagano. “Un emendamento che ho deciso di presentare anche alla luce della recente morte dell’orsa Amarena, uccisa a fucilate in Abruzzo”.
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“Ben venga il via libera arrivato in commissione Affari Costituzionali della Camera all’emendamento che inasprisce le pene per chi cattura o uccide gli orsi marsicani. Si tratta – commenta Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette e biodiversità di Legambiente – di un primo passo importante per evitare che quanto accaduto all’orsa Amarena, uccisa a fucilate a fine agosto in Abruzzo, possa verificarsi di nuovo, anche se il valore ecosistemico di un orso a rischio estinzione è ben maggiore di quello previsto dalla nuova ammenda. L’orso bruno marsicano è una specie a rischio estinzione che va tutelato e protetto attraverso una serie di interventi normativi, territoriali e un rafforzamento delle politiche gestionali non più rimandabili. Per questo la nostra associazione insieme a tante altre realtà a settembre, in occasione della manifestazione in ricordo dell’orsa Amarena, ha ribadito l’urgenza di un inasprimento delle pene per coloro che si macchiano di reati contro gli animali, e più in generale contro lo straordinario patrimonio naturale del nostro Paese. Per queste ragioni è fondamentale che siano introdotti al più presto nel Codice penale i delitti contro la fauna e che l’Italia affronti una delle grandi sfide di oggi, ossia il miglioramento della coesistenza tra comunità locali e fauna selvatica. Per far sì che si arrivi a una corretta coesistenza tra uomo e animali selvatici – conclude Nicoletti – serve un nuovo patto di collaborazione tra parchi e comunità locali, da cui è indispensabile ripartire con obiettivi chiari e condivisi”.
Legambiente si costituirà parte civile contro il responsabile dell’uccisione dell’orsa Amarena.