Pietro Gugliotta, ex agente di polizia ed ex componente della Banda della Uno Bianca, si è tolto la vita nella sua abitazione di Arba, piccolo comune in provincia di Pordenone. Aveva 65 anni e da tempo viveva nel Nord Italia insieme alla sua famiglia, dove aveva cercato di ricostruirsi una nuova esistenza dopo gli anni del carcere.
La notizia del suicidio è emersa soltanto nelle ultime ore, anche se il decesso risalirebbe allo scorso gennaio. Secondo quanto trapelato, Gugliotta non avrebbe lasciato alcun messaggio per spiegare le ragioni del gesto. Chi gli era vicino non avrebbe notato segnali particolari di disagio o elementi tali da far pensare a una decisione così estrema.
Dopo il ritrovamento del corpo, nella sua abitazione è intervenuta anche la Polizia Scientifica per gli accertamenti di rito. La vicenda ha inevitabilmente riportato sotto i riflettori una delle pagine più oscure della cronaca italiana: quella della Banda della Uno Bianca, il gruppo criminale formato in gran parte da poliziotti che tra il 1987 e il 1994 terrorizzò Emilia-Romagna e Marche.
Con la morte di Gugliotta, molti osservatori ritengono che possano essere andati perduti anche ulteriori dettagli e verità mai completamente chiarite sui crimini della banda e sui presunti collegamenti emersi negli ultimi mesi.
Il ruolo nella Banda della Uno Bianca e la condanna
Quando venne arrestato il 25 novembre 1994, Pietro Gugliotta era ancora in servizio presso la centrale operativa della questura di Bologna. Durante gli interrogatori confessò il proprio coinvolgimento in due rapine compiute dalla Banda della Uno Bianca nella provincia di Rimini, sostenendo però di aver preso parte solo a quelle azioni criminali.
I magistrati e i giudici considerarono comunque rilevante il suo contributo all’organizzazione criminale. Per questo Gugliotta venne condannato a 20 anni di reclusione, una pena che teneva conto anche della responsabilità morale legata alle attività della banda.
La Banda della Uno Bianca, guidata dai fratelli Savi, fu responsabile di una lunga scia di sangue: in sette anni compì 103 azioni criminali, causando 23 morti e oltre 100 feriti. Rapine, omicidi e assalti vennero realizzati spesso utilizzando una Fiat Uno bianca, da cui derivò il nome con cui il gruppo entrò nella storia criminale italiana.
Gugliotta uscì dal carcere della Dozza nel luglio del 2008, dopo aver scontato circa quattordici anni di pena. Successivamente si trasferì in Friuli, dove aveva trovato lavoro in una cooperativa dedicata al reinserimento degli ex detenuti. Era andato in pensione soltanto un anno fa e conduceva una vita lontana dall’attenzione mediatica.
Le nuove indagini e le dichiarazioni di Roberto Savi
La morte di Gugliotta arriva in un momento particolarmente delicato per il caso Uno Bianca. Negli ultimi giorni, infatti, si è tornati a parlare intensamente della banda dopo le nuove dichiarazioni di Roberto Savi, considerato il capo e la mente del gruppo criminale.
Savi, che sta scontando l’ergastolo nel carcere di Bollate, è tornato a parlare pubblicamente dopo oltre trent’anni di silenzio durante un’intervista televisiva. Le sue parole hanno riacceso dubbi e sospetti mai del tutto sopiti, soprattutto riguardo a possibili legami tra la banda e apparati deviati dello Stato.
Nel corso dell’intervista, l’ex poliziotto ha parlato di presunti rapporti con i servizi segreti e di alcuni omicidi che sarebbero stati eseguiti “su commissione”. Tra gli episodi citati anche l’omicidio di Pietro Capolungo, ex carabiniere che secondo Savi avrebbe avuto collegamenti con ambienti dell’intelligence.
Le rivelazioni hanno spinto la Procura di Bologna ad aprire una nuova inchiesta. Roberto Savi dovrebbe quindi essere nuovamente interrogato dai magistrati per chiarire le sue affermazioni e verificare eventuali elementi mai approfonditi in passato.
Secondo quanto emerso, anche Gugliotta era a conoscenza della riapertura delle indagini. Avrebbe confidato la possibilità di essere convocato dagli inquirenti, anche se né lui né il suo avvocato avevano ricevuto comunicazioni ufficiali.
L’articolo Pietro Gugliotta morto suicida: con lui spariscono altri segreti della banda della Uno Bianca proviene da Blitz quotidiano.
