Genova, 14 ago. (askanews) – “Questo 14 agosto segna un confine rispetto agli altri anni, perché questo 14 agosto qualcosa è cambiato, un elemento nuovo e denso di significato. Nessuna sentenza di nessun grado potrà riportare un abbraccio che non c’è più, ma questa pronuncia, grazie al lavoro dei magistrati e degli avvocati, inizia a rendere giustizia al vostro coraggio instancabile, alla vostra battaglia, alla vostra voglia di verità”. Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis rivolgendosi ai parenti delle 43 vittime del crollo del ponte Morandi durante il suo intervento alla commemorazione dell’ottavo anniversario del disastro.
“Oggi – ha ricordato Salis – c’è scritto nero su bianco che quello che è successo non è stata una fatalità imprevedibile, è stato un fatto determinato da omissioni inaccettabili e incurie intollerabili. Sono state vittime di scelte in cui l’avidità e l’interesse economico hanno calpestato il dovere sacro della manutenzione. Il profitto non deve e non dovrà mai più costare delle vite umane”.
“L’anno scorso per la prima volta – ha concluso la prima cittadina – mi trovavo qui a parlarvi da sindaca e ho chiesto scusa a nome delle istituzioni, perché chiunque le rappresenti si deve fare carico di quello che è stato e deve avere la responsabilità di costruire quello che sarà. Il baratro che avete attraversato non è paragonabile a nessun dolore ed è una ferita che non ammette nessun tipo di paragoni”.
