Ranucci: solidarietà ipocrita, ripresa l’opera di delegittimazione di Report

 

Roma, 27 ott. (askanews) – “Se si volesse affrontare il tema dell’informazione bisognerebbe avere la coscienza e la mappatura di cosa sta accandendo in questo momento: noi abbiamo editori omologati, editori politicizzati, addirittura un senatore, uno dei più assenteisti della storia, gestisce dei giornali che usa come un manganello. Oggi tre quattro articoli contro di me, e dopo tutta questa solidarietà sono contento mi stavo annoiando, anche perché è una solidarietà ipocrita non nascondiamolo” e “hanno ricominciato a delegittimare Report”. Così Sigfrido Ranucci, intervenendo alla Camera, alla presentazione del libro di Rula Jebreal dal titolo ‘Genocidio’.

Se però, ha sottolineato Ranucci, c’è un “dato inoppugnabile, lo dicono tutti i tribunali d’Italia” è che “nella sua storia trentennale” Report “ha detto la verità, continueremo a fare il nostro e continueremo a impegnarci per consegnare alle nuove generazioni un futuro migliore”.

Parlando di guerra, di propaganda, di libertà di stampa, del diritto dei cittadini ad aessere informati e di leggi che, in tempo di pace, puntano a cancellare la memoria nel futuro, Ranucci ha evidenziato: “negare la libertà significa negare la realtà, negare alla gente di essere informata, cancellare con queste azioni nel presente la memoria del futuro” e questo, ha proseguito, è “il tentativo che si sta facendo con tutta una serie di leggi che ci stanno consegnando verso l’oblio di Stato. In un contesto di guerra usano le bombe, in un contesto di pace usano le querele temerarie”.

“Io – ha sottolineato – ho alle spalle un’azienda importante, la Rai, dal punto di vista della tutela legale. Ma coloro che non hanno la stessa difesa e sono sotto le pressioni o le minacce di un imprenditore, criminale, politico del posto che magari ricatta le testate con la pubblicità…E guardate che le tre persone spesso, nel nostro sistema malato, convivono con un una stessa figura che può essere magari l’editore del giornale locale stesso”.

“Le resistenze, io so cosa abbiamo dovuto passare per usare per la prima volta il termine genocidio in una trasmissione in Rai, mi si chiedeva continuamente di cambiare il titolo o il lancio della puntata, c’è chi è stato sorpreso che per la prima volta la Rai usasse il termine
genocidio, termine già usato da corti internazionali”, ha raccontato il giornalista.

Parlando di Gaza, Ranucci ha ringraziato Rula Jebreal per aver “saputo raccontare” con “profondità” il genocidio in un “momento di anestetizzazione totale”, una delle “pagine più brutte della storia mondiale”. Ricordando la sua esperienza di inviato di guerra in Medio Oriente e, sull’Iraq “l’esaltazione della finzione della guerra” (“nata su presupposti falsi”, con immagini create “ad hoc” a favore di giornalisti), Ranucci ha osservato come le guerre “nascono con le bugie, continuano con le bugie e finiscono con le bugie” e “nulla è a caso”.

“I giornalisti uccisi a Gaza – ha precisato Ranucci – erano free lance. Questo evidenzia il prezzo da pagare se vuoi raccontare la verità”. E “chi fa la guerra non sopporta gli occhi dei giornalisti, dietro si nascondono affari”. La tregua di Trump è una “pace di affaristi, non di uomini di pace. La pace ha bisogno di un’informazione che funzioni e questo mettetelo in un contesto informativo che è drogato, in questo contesto si sono mosse lobby per favorire chi stava commettendo questo genocidio, investimenti di 40 milioni di euro per delegittimare quello che stava dicendo l’inviata Onu Albanese”.

 

[Sistema malato. Fino a senatore che usa giornali come manganello. In guerra le bombe, in pace querele temerarie|PN_20251027_00012|in04 rj01|https://askanews.it/wp-content/uploads/2025/10/20251027_110925_C11A0DAD.jpg|27/10/2025 11:09:37|Ranucci: solidarietà ipocrita, ripresa l’opera di delegittimazione di Report|Rai|Politica]