Riforma Coppa Italia, svolta all’inglese: verso il modello FA Cup con più club di Serie C

Coppa Italia come il modello FA Cup con più club di Serie C! Ecco la riforma che può rivoluzionare la competizione

Una competizione più inclusiva, capace di riscoprire il fascino autentico delle sfide tra Davide e Golia per riaccendere l’interesse del pubblico e dei broadcaster. La Coppa Italia si prepara a una potenziale rivoluzione del proprio assetto strutturale, guardando con sempre maggiore convinzione all’archetipo della FA Cup inglese. L’ipotesi, discussa nel corso dell’assemblea della Lega Serie A, punta ad archiviare la formula elitaria degli ultimi anni per aprire le porte del tabellone a una platea decisamente più ampia di formazioni provenienti dalle serie inferiori.

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L’impatto sui diritti TV e l’ipotesi del fattore campo

La concretizzazione del progetto viaggia di pari passo con gli sviluppi commerciali del torneo. La rimodulazione del format potrebbe essere inserita come opzione strategica all’interno del nuovo bando per i diritti televisivi, legando la fattibilità della riforma alla risposta e all’appetibilità mostrata dai broadcaster.

Tra le variabili organizzative più suggestive al vaglio c’è l’introduzione del campo invertito: disputare i match a eliminazione diretta nello stadio della compagine di categoria inferiore. Si tratterebbe del marchio di fabbrica del calcio d’oltremanica, una scelta capace di regalare serate di grande visibilità alle realtà di provincia e moltiplicare l’effetto sorpresa del torneo.

Da 4 a 32 partecipanti: la vittoria della Lega Pro

Il cuore della trasformazione riguarda il radicale aumento delle formazioni di terza serie ammesse alle fasi preliminari, accogliendo una storica battaglia della Lega Pro. Se oggi i posti riservati alla categoria sono appena quattro, la bozza sul tavolo prospetta due scenari di allargamento:

  • Portare la quota a 20 formazioni di Serie C, comprendendo nel computo anche le seconde squadre;
  • Estendere la partecipazione fino a 32 club, spalancando le porte a 28 società di terza serie oltre alle formazioni Under 23.

Le big restano blindate: l’ingresso dagli ottavi di finale

Nonostante la spinta democratica impressa ai primi turni, il meccanismo di protezione per i top club del campionato non dovrebbe subire scossoni. Anche nella nuova configurazione allo studio, le prime otto classificate della Serie A manterrebbero il loro status privilegiato, debuttando nel tabellone direttamente a partire dagli ottavi di finale.

La metamorfosi toccherà quindi esclusivamente i blocchi di partenza: una soluzione studiata per tutelare i calendari congestionati delle squadre impegnate nelle coppe europee e, al contempo, restituire alla Coppa Italia quel respiro popolare e partecipativo che i tifosi invocano da tempo.