Roma, 28 lug. (askanews) – Aumento da tre a quattro anni della durata del mandato del Cda, amministratore delegato nominato dal Cda, nessuna riduzione del canone del 5% ogni anno in casi eccezionali come previsto inizialmente. È quanto prevedono gli emendamenti presentati oggi dai relatori della riforma Rai Roberto Rosso e Claudio Fazzone (Fi) in commissione al Senato.
La riforma è necessaria per adeguarsi al regolamento Ue Freedom Media Act (Emfa) entrato in vigore ormai un anno fa.
“Portiamo il mandato dei componenti del Cda a 4 anni perché l’Emfa chiede maggiore tempo per applicare i piani industriali”, spiega Rosso. “Trovata la quadra” anche sui componenti che spetta al Ministero dell’Economia nominare. “Il Mef – sottolinea Rosso – continuerà a nominare due componenti del Cda ma non l’amministratore delegato che viene nominato dal Cda, così come il presidente. Che poi deve avere la ratifica della commissione di Vigilanza. Qui le prime due votazioni necessitano del quorum dei 2/3 dei componenti, dalla terza scatta la maggioranza assoluta”. Insomma “i temi grossi li abbiamo risolti”. Quanto alla norma voluta da Giorgetti che gli avrebbe consentito di tagliare il 5% del canone in casi straordinari (ad esempio se la Rai guadagna più del previsto, o spende meno) un emendamento dei relatori la elimina. “Qualcuno ha fatto notare che se questa cosa capita per 5 anni hai ridotto di un quarto il canone”, osserva Rosso. E l’Emfa impone risorse certe per la tv pubblica.
“Se va tutto bene votiamo martedì 4 agosto gli emendamenti e il mandato ai relatori”, aggiunge. “La maggioranza è pronta, attendiamo il parere del governo e soprattutto il parere del Mef che deve verificare non ci sia ricaduta finanziaria”.
