Rigenerare il futuro. L’Italia campione circolare

Piunti presidente del CONOU all'EcoForum 2026

EcoForum: cresce la consapevolezza sull’economia circolare, resta poco noto il primato italiano negli oli usati

L’economia circolare continua a rappresentare una delle leve strategiche per rafforzare l’autonomia del Paese, ridurre la dipendenza dalle materie prime e affrontare la transizione ecologica. Se n’è discusso nella prima giornata della XIII edizione di EcoForum, la manifestazione promossa da Legambiente, Kyoto Club e La Nuova Ecologia, dedicata quest’anno alle prospettive dell’economia circolare nella fase successiva al Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Tra i temi affrontati anche la gestione degli oli minerali usati, con la presentazione del sondaggio Ipsos “Rigenerare il futuro”, che fotografa il livello di conoscenza degli italiani. L’indagine evidenzia una buona consapevolezza dei rischi ambientali legati a questo rifiuto: il 73% degli intervistati sa che la dispersione degli oli minerali usati può provocare gravi danni all’ambiente e l’82% considera importanti e vantaggiosi la raccolta e la rigenerazione dell’olio usato. Per quasi un cittadino su due il principale beneficio è la riduzione dell’inquinamento.

Il sondaggio mette però in luce anche un limite nella percezione dei cittadini. Pur riconoscendo il valore della rigenerazione, molti italiani non sanno che il nostro Paese è il leader nella raccolta e nella rigenerazione degli oli minerali usati, davanti al resto d’Europa e agli Stati Uniti, grazie a un modello consortile, quello del CONOU, che da oltre quarant’anni garantisce elevati livelli di recupero e il reimpiego dell’olio usato come nuova materia prima.

Foto presidente Conou Riccardo PiuntiDi questi temi si è discusso nella tavola rotonda che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani e del presidente del CONOU Riccardo Piunti. Nel suo intervento Piunti ha ricordato come il 2025 abbia rappresentato un banco di prova particolarmente impegnativo per la filiera, chiamata a confrontarsi con un mercato complesso senza rinunciare agli obiettivi ambientali.

«Il nostro modello funziona perché al centro c’è un arbitro che definisce standard elevati, utilizza le risorse derivanti dal contributo ambientale per sostenere i processi e assegna la priorità alla rigenerazione», ha spiegato il presidente del CONOU, sottolineando come la solidità del sistema e la collaborazione tra tutti gli operatori abbiano consentito di affrontare le difficoltà senza compromettere i risultati raggiunti.

Il confronto dell’EcoForum ha confermato come la filiera degli oli minerali usati rappresenti uno degli esempi più consolidati di economia circolare nel nostro Paese. Una realtà che continua a coniugare tutela ambientale, recupero di materia e resilienza industriale.