Si è concluso il giallo dell’anello con tre diamanti ritrovato alla Camera dei deputati da Simonetta Matone, ex magistrata e parlamentare della Lega. Il prezioso gioiello, individuato nel bagno delle donne situato nella galleria dei Presidenti di Montecitorio, è stato restituito alla legittima proprietaria. Una donna si è presentata negli uffici parlamentari, dimostrando di esserne la titolare. Non si tratta, dunque, di una deputata.
Matone aveva raccontato così il ritrovamento: “Ho visto una cosa che brillava nel bagno delle donne, quello che si trova nella galleria dei Presidenti di Montecitorio. Mi sono avvicinata e ho capito subito che era un anello molto prezioso. Varrà almeno 30mila euro”.
La parlamentare aveva quindi chiesto alle colleghe se qualcuna avesse smarrito un gioiello. “Prima ho chiesto alle mie colleghe, a quelle che sono solite portare gioielli preziosi, se avessero perso qualcosa. Poi davanti a nessuna risposta ho lasciato l’anello ai commessi. Vedremo adesso chi si farà avanti”.
Dagli oggetti smarriti al caso del cappotto della senatrice
Quello dell’anello non è un episodio isolato nella storia di Montecitorio. Tra gli oggetti dimenticati nei bagni, tra gli scranni e nei saloni parlamentari figurano cellulari, collane, cuffie, penne d’oro, tablet e altri gioielli.
Un precedente curioso risale al 2022, durante le votazioni per l’elezione del presidente della Repubblica. In quell’occasione, la senatrice del Movimento 5 Stelle Cinzia Leone aveva denunciato sui social la scomparsa del proprio cappotto, scrivendo: “Provo profonda tristezza pur comprendendo che era un cappotto di buona manifattura e un apprezzato brand”.
La vicenda aveva alimentato per giorni sospetti e polemiche sui social network, fino alla scoperta che il soprabito non aveva mai lasciato la Camera: era stato ritrovato dai commessi.
L’articolo Ritrovato l’anello con tre diamanti da 30mila euro perso nei bagni di Montecitorio: restituito alla proprietaria proviene da Blitz quotidiano.
