Milano, 18 apr. (askanews) – Gli slogan per la remigrazione e contro l’”Eurabia” e l’islamizzazione, fino alla “Fortezza Europa” che fu già slogan del nazismo. E poi tutti insieme sul palco, con le note di YMCA dei Village People: si conclude così la manifestazione dei “Patrioti” organizzata in piazza del Duomo dalla Lega di Matteo Salvini e che ha visto sul palco la destra di diversi paesi europei: “Gli unici veri avversari dei burocrati di Bruxelles”. Appuntamento che negli ultimi giorni il vicepremier e segretario leghista aveva provato a far virare sui temi economici e sulla preoccupazione legata al caro energia, ma che alla fine resta ancorata allo schema iniziale, su migranti e sicurezza.
Anche l’intervento dello stesso Salvini resta su quel copione, salvo i due passaggi che caratterizzano la comunicazione di questi giorni, la Lega “di lotta e di governo” che fa storcere la bocca qualche alleato: il vice premier torna a chiedere alla Ue di sospendere “entro pochi giorni” il Patto di stabilità, “altrimenti faremo da soli”; e poi incita a seguire l’esempio degli Usa e “tornare a comprare gas e petrolio dalla Russia”. Altro che la proposta della Commissione Ue, “un nuovo lockdown. No, abbiamo già dato. Vogliamo vivere, studiare e lavorare”.
Ma il tema principale è l’immigrazione, la battaglia contro “l’islamizzazione dell’Europa”. A partire dal primo intervento, il giornalista Mario Giordano che scandisce dal palco “Remigrazione”. E poi i vari leader dei Patrioti europei: “Via l’Islam dai nostri paesi, via la propaganda immigrazionista”, urla la greca Afroditi Latinopoulou, presidente del Foni Logikis, invocando “piazza pulita in tutta Europa, piazza pulita in ogni quartiere e in ogni strada”. Le fa eco l’olandese Geert Wilders, leader del PVV: “Milano è nostra, non è dell’Islam, l’Italia è un paese cristiano e non diventerà mai un paese islamico. Niente più Eurabia”. Fino all’austriaco Udo Landbauer, esponente del Freiheitlichen Partei Osterreichs: “Diciamo sì a un’Europa cristiana e no all’islamizzazione. Abbiamo bisogno di una ‘Fortezza Europa’ che protegga il proprio popolo e metta alla porta i nemici dell’Europa”, afferma utilizzando una locuzione della propaganda nazionalsocialista che oggi viene usata dalla destra più estrema.
Questa alleanza per Salvini “è in Europa l’unico vero avversario per i burocrati di Bruxelles al servizio di affaristi e guerrafondai”. E che per Jordan Bardella, leader del Rassemblement National francese, è “la prima forza di opposizione a Ursula von der Leyen e alla leadership di Bruxelles: ogni giorno dimostriamo che un’altra Europa è possibile e oggi il rapporto di forza a Bruxelles sta cambiando”. L’obiettivo dunque, insiste Salvini, è “cambiare chi governa questa Europa”, per abbandonare il Green deal e “difendere i confini. Remigrazione non significa mandare a casa tutti quelli che incontri per strada: il permesso di soggiorno e di cittadinanza sono un atto di fiducia, se commetti degli errori torni a casa tua”.
Nel nome di Oriana Fallaci, citata in diversi interventi e che Salvini accosta a Charlie Kirk (“Due patrioti per la democrazia e la libertà”) tra gli applausi della platea: “Decine di migliaia di persone pacifiche – dice Salvini, ma per le forze dell’ordine siamo a diecimila – presentate dalla sinistra come una piazza sovversiva, razzista, fascista, nazista…”.
