Schlein rivendica palazzo Chigi: pronta a candidarmi ma prima il programma

Roma, 18 ott. (askanews) – “Immaginate un’Italia che…”: è in questa frase ripetuta più e più volte da Elly Schlein nella sua relazione all’assemblea nazionale del Pd, man mano che va sciorinando obiettivi politici e scelte programmatiche, che si intravede l’annuncio che si concede alla fine del suo discorso. “Io ci sono: pronta, determinata, onorata e orgogliosa di poter guidare questa straordinaria comunità che non ha pari in Italia; e di guidarla come candidata alla presidenza del Consiglio, con o senza primarie”, scandisce la segretaria del Pd.

L’assemblea, che deve votare la deroga statutaria per consentire a Schlein di prorogare il suo incarico alla guida del partito per scavallare l’anno delle elezioni politiche, si apre con la scelta simbolica di tardare l’inizio della relazione: parlano dal palco i rappresentanti dei manifestanti che protestano in varie mobilitazioni, studenti, agricoltori, autotrasportatori. “Su TeleMeloni non li vedrete di certo”, sottolinea la leader democratica, che rivendica l’ascolto delle proteste in corso, ma per la parte che sceglie i percorsi democratici e pacifici, che “non c’entrano con i delinquenti che hanno messo a ferro e fuoco città e ferito gli agenti delle forze dell’ordine. Come non c’entriamo niente noi, che le abbiamo sempre condannate le violenze, da qualunque parte venissero. E però è inaccettabile – avverte – che si usino i violenti per coprire la voce di migliaia e migliaia di persone che pacificamente stanno protestando in tutta Italia”.

“Che occasione storica – accusa Schlein – ha sprecato Giorgia Meloni, che con quei numeri in Parlamento poteva fare tutto, poteva fare riforme coraggiose e non è riuscita a farne una che cambiasse in meglio, in concreto la vita degli italiani, che oggi sono in piazza più poveri e più incazzati di ieri e vanno ascoltati, non criminalizzati”. Governo bocciato anche perché non partecipa alle iniziative degli alleati contro le violenze dei coloni israeliani in Cisgiordania e per il no al superamento della regola dell’unanimità in sede di Unione europea. Sul tema più sensibile nella coalizione di centrosinistra, Schlein non cambia rotta, conferma il sostegno a Kiev ma chiede anche che l’Europa diventi protagonista dell’iniziativa diplomatica. E ricorda che “c’è un articolo della Costituzione che è la premessa di tutto il resto ed è l’articolo 11: l’Italia ripudia la guerra”.

Una volta inquadrata la prospettiva programmatica, però, i passaggi politici chiave del discorso sono dedicati a disegnare il perimetro della coalizione e le modalità dell’avvicinamento alle prossime elezioni politiche. “Il programma – avverte – va costruito insieme a tutta l’alleanza progressista che già governa insieme nelle regioni e con tutti coloro che vogliono contribuire. Cioè possiamo e dobbiamo allargare ancora, non restringere”. E comunque “prima il programma comune, poi ci occupiamo della guida” ma le primarie, “se le facciamo, le faremo con una grande festa di partecipazione popolare in cui la nostra gente si mescola e non saranno divisive: avremo cura che non lo siano, riusciremo a farne una grande festa. Di certo non ne abbiamo paura”, messaggio quest’ultimo rivolto apparentemente al suo sfidante, il leader del M5S Giuseppe Conte.

All’orgogliosa rivendicazione del successo della sua strategia unitaria (“avevano scommesso che saremmo divisi e che sarei durata sei mesi, siamo ancora qua…”) segue un avvertimento finale a chi manovra per federatori e “grandi vecchi”: “A chi tifa pareggio, a chi tifa magari un altro leader più disponibile alle larghe intese, dico che la nostra gente, se ha dato un mandato, è di dire ‘mai più larghe intese’”.

[A chi tifa pareggio dico: mai più larghe intese|PN_20261018_00047|in04 rj01|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/10/20261018_155357_1C3F310B.jpg|18/10/2026 15:54:07|Schlein rivendica palazzo Chigi: pronta a candidarmi ma prima il programma|Pd|Politica]