“Voglio ribadire la mia vicinanza alla famiglia di Giulio Regeni, alla loro richiesta che è anche la nostra di verità e giustizia. Lo stato italiano parte civile nel processo, quindi anche noi siamo assolutamente determinati a cercare la verità sulla vicenda”. A dirlo è la premier Giorgia Meloni in una conferenza stampa a Praga insieme al primo ministro della Repubblica ceca.
La presidente del Consiglio ha proseguito: “La sentenza non è ancora passata in giudicato, quindi tutto andrà fatto nei modi e nei tempi in cui sarà necessario farlo. Posso dire che in questa ricerca di verità e giustizia noi abbiamo sempre utilizzato tutti i canali. Noi abbiamo utilizzato anche i canali politici e diplomatici con il Cairo, ho un po’ il dubbio che chiudendo quei canali noi ci avviciniamo ai nostri obiettivi piuttosto che allontanarci da quegli obiettivi”.
La Russa: “Giusto che l’Italia faccia tutto per estradare condannati”
Della vicenda ha parlato anche il presidente del Senato Ignazio La Russa: “È giusto che l’Italia faccia tutto quello che è necessario per avere la possibilità che queste persone vengano estradate in Italia. Però rimane il fatto che nessuno è stato condannato per omicidio, addirittura il più alto in grado è stato assolto completamente da tutte le accuse, non solo di omicidio ma anche di sequestro. Quindi lasciate almeno che si legga la sentenza”.
L’Italia deve fare pressing sull’Egitto? Per La Russa “credo che lo stia già facendo. L’Italia non si è mai tirata indietro nella necessità di dare supporto alla magistratura, per quel che l’Italia può fare nell’individuazione dei colpevoli, e quindi nella necessità che anche chi di dovere collabori a quello che la magistratura decide. Non credo che ci sia dubbio che l’Italia farà tutto quello che è necessario fare”.
Gli affari milionari e le relazioni strategiche tra Roma e Il Cairo
Dopo l’omicidio Regeni avvenuto nel 2016, gli affari tra l’Italia e l’Egitto non si sono affatto ridotti. In dieci anni le relazioni commerciali tra l’Italia e l’Egitto hanno registrato un’imponente accelerazione con un volume d’affari che, nel 2025, è cresciuto dell’11,4% rispetto all’anno precedente.
Si tratta di un vero e proprio asse italo-egiziano. Al Business Forum Italia Egitto che si è svolto a Il Cairo hanno partecipato più di 100 aziende italiane e quasi 600 partecipanti con Antonio Tajani che si è recato per ben sei volte nel Paese africano per viaggi legati a questioni commerciali. Nasce da qui la sua prudenza nelle dichiarazioni dopo la sentenza Regeni. Si tratterebbe quindi di una questione di “realpolitik”, termine che indica la necessità di anteporre (purtroppo) gli interessi economici ai principi morali ed etici.
Come spiega la Farnesina, l’Italia è il primo partner commerciale europeo dell’Egitto ed è al nono posto fra i Paesi fornitori. Ci sono investimenti diretti che vanno dall’energia alla transizione verde, dalle infrastrutture alla digitalizzazione e all’agritech. Da decenni Eni è presente in Egitto e non è l’unica grande azienda dato che operano altri grandi gruppi come Intesa, Pirelli, Caltagirone, Danieli e Techint.
L’Ice, l’Agenzia pubblica per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, considera l’Egitto uno dei principali mercati africani anche per infrastrutture e tecnologie aeroportuali con affari che nel 2026 sono stimati in oltre 2,5 miliardi di euro. L’egitto, con i suoi 110 milioni di abitanti e con una crescita del Pil del 4,6%, è, per l’industria italiana, uno dei maggiori mercati del Mediterraneo e dell’Africa.
La questione migratoria e le rotte commerciali
Il Cairo è anche uno dei punti cruciali del Piano Mattei per l’Africa lanciato dal governo Meloni ed uno dei più importanti Paesi per il contrasto ai trafficanti di esseri umani e alle partenze irregolari. Roma sta cercando di formare lavoratori direttamente in Egitto per mansioni che possono essere richieste da aziende italiane sviluppando in questo modo canali legali di migrazione verso l’Italia.
C’è poi la questione traffici marittimi. Il 40% del traffico marittimo commerciale italiano e il 60% delle merci esportate verso l’Asia transitano attraverso il Mar Rosso.
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