Nei Monti Sibillini piogge intense a maggio, temperature e siccità record a giugno. Il tappeto di fiori multicolori è bruciato. A Castelluccio prevale il rosso dei papaveri
Quest’anno prevale il rosso dei papaveri al Pian Grande di Castelluccio di Norcia, al posto del consueto mosaico di giallo, bianco, blu, viola dato dalla fioritura di inizio estate che tra la metà di giugno e i primi giorni di luglio richiama migliaia di visitatori nel cuore dei Monti Sibillini. In questi giorni appare molto più povera rispetto al passato, penalizzata da un andamento climatico anomalo che ha compromesso la crescita di molte specie spontanee e delle stesse coltivazioni di lenticchia. Colpa della siccità e di temperature che hanno toccato anche i 30 gradi.
“Ha piovuto praticamente fino al 20-25 maggio – racconta all’Ansa Gianni Coccia, assessore del Comune di Norcia, storico agricoltore e socio della cooperativa della lenticchia di Castelluccio – poi è arrivata una siccità eccezionale. Probabilmente questo è l’anno più siccitoso che io ricordi. I fiori si sono praticamente bruciati”.
Una situazione che, secondo Coccia, ha impedito alle diverse essenze floreali di svilupparsi regolarmente, spegnendo quello spettacolo naturale che ogni anno richiama migliaia di persone da tutta Italia. La fioritura di Castelluccio non ha mai una data fissa e varia ogni anno in funzione delle condizioni meteorologiche e delle semine della lenticchia. Proprio il clima, quest’anno, ha però cambiato il volto di uno degli spettacoli naturali più conosciuti d’Italia. Il Pian Grande continua ad attirare migliaia di visitatori, ma il colpo d’occhio è ben diverso rispetto alle stagioni più favorevoli, quando il rosso dei papaveri si fonde con il giallo della senape selvatica, il bianco delle margherite, il blu dei fiordalisi e il delicato celestino dei fiori della lenticchia.
