Stufe e camini a legna, dove scattano i divieti: multe fino a 5.000 euro e nuove regole in arrivo

In Italia non esiste un divieto nazionale generalizzato per l’utilizzo di stufe e camini a legna o pellet. Sono però previste limitazioni regionali che riguardano soprattutto le emissioni inquinanti, l’installazione di nuovi apparecchi e i requisiti degli impianti già presenti nelle abitazioni.

Dal 2017, il decreto ministeriale 186 ha introdotto un sistema di classificazione ambientale che consente di valutare le prestazioni degli apparecchi a biomassa. La certificazione, rilasciata dal produttore, assegna da una a cinque stelle in base alle caratteristiche emissive e all’efficienza.

Le regole più restrittive interessano soprattutto la Pianura Padana, dove Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna hanno adottato misure comuni per contrastare l’inquinamento atmosferico. Chi possiede una vecchia stufa o un camino dovrebbe quindi verificare la classe ambientale del proprio apparecchio e le disposizioni in vigore nella propria regione.

Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna: cosa cambia

In Lombardia, dal 15 ottobre sono previste disposizioni per gli impianti di riscaldamento a biomassa con potenza termica al focolare superiore a 35 kW. In base alle caratteristiche dell’impianto e all’altitudine, possono essere richiesti sistemi di abbattimento delle polveri e dispositivi di accumulo inerziale. Per gli apparecchi di potenza inferiore sono previste ulteriori verifiche in vista delle restrizioni indicate per ottobre 2027.

Il mancato rispetto dei requisiti può comportare sanzioni da 500 a 5.000 euro. È inoltre fondamentale effettuare regolarmente la manutenzione, compresa la pulizia della canna fumaria, per limitare consumi ed emissioni.

Anche nelle altre regioni esistono restrizioni specifiche. In Veneto sono previste limitazioni all’utilizzo di apparecchi con classe ambientale inferiore alle soglie stabilite. In Emilia-Romagna il Piano aria regionale vieta l’impiego degli impianti a biomassa di classe una e due stelle nei casi previsti dalla normativa. In Piemonte, invece, le disposizioni riguardano anche l’installazione di generatori di calore a legna o pellet con potenza inferiore a 35 kW e classe ambientale sotto le soglie ammesse.

Come verificare se la propria stufa è ancora utilizzabile

Il riscaldamento a legna non è vietato in assoluto, ma le emissioni di particolato rendono necessarie regole più stringenti, soprattutto nelle aree maggiormente esposte allo smog. Prima di accendere una vecchia stufa o un camino, è quindi opportuno controllare la documentazione tecnica e la certificazione ambientale.

Le classi si distinguono in base alle prestazioni: gli apparecchi a una e due stelle presentano maggiori emissioni, mentre quelli a quattro e cinque stelle garantiscono prestazioni ambientali migliori.

Se la certificazione non è disponibile, è consigliabile recuperare la documentazione del produttore, verificando marca, modello e potenza dell’apparecchio. Per i caminetti a legna, il testo di riferimento indica inoltre una potenza al focolare fino a 10 kW.

Le disposizioni possono cambiare da una regione all’altra e dipendere anche dal tipo di impianto e dal Comune. Per evitare sanzioni, è quindi importante consultare la normativa locale aggiornata prima di utilizzare apparecchi datati o installarne di nuovi.

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