Tra passato e memoria, la lezione del Premio Minazzi

Aula Amianto Liceo Cesare Balbo Casale Monferrato

“Un insegnamento, forse scontato, rivolto da giovani studentesse con forza e genuina convinzione”

Memoria e futuro sono le due parole che mi porto a casa dall’edizione 2025 del Premio Luisa Minazzi – Ambientalista dell’anno. Le hanno pronunciate tre studentesse del Liceo Cesare Balbo di Casale Monferrato, il comune piemontese in cui si svolge la cerimonia conclusiva del Premio e che oggi esce dalla vertenza Eternit come esempio di lotta e di rinascita. Nell’“aula amianto”, uno spazio interattivo che ripercorre e illustra efficacemente i tanti aspetti della vicenda Eternit, le studentesse hanno spiegato ai candidati al Premio in ricordo di Luisa Minazzi, attivista casalese per i diritti dei familiari delle vittime dell’amianto, che il futuro si costruisce sulla memoria del passato. Un insegnamento, forse scontato, rivolto con forza e genuina convinzione.

Lezione Aula Amianto liceo Cesare Balbo Casale Monferrato
I candidati al Premio Luisa Minazzi 2025 insieme alle studentesse del liceo Cesare Balbo di Casale Monferrato al termine della lezione nell’aula amianto

Il vincitore del voto popolare di questa edizione è stato Luigi Aloisio, sindaco del Comune calabrese di San Sostene (Cz), per aver promosso le fonti rinnovabili, in particolare l’eolico, garantendo benefici occupazionali ed economici al suo territorio, invertendo così il fenomeno dello spopolamento. San Sostene si distingue infatti, tra le aree montane e semi montane, per una ripresa demografica. A tutti gli altri candidati è stata consegnata in premio una targa a riconoscimento del loro impegno per l’ambiente e per il loro esempio di virtù civica. A Piergiorgio Boscagin ed Enrico Varali per la lotta agli inquinatori e ai Pfas in Veneto, a Elisa Palazzi per i suoi studi sul clima e la divulgazione scientifica, a Livio Favaro per le sue ricerche nel campo della bioacustica marina, a Ferdinando Cotugno per l’impegno in favore di una corretta informazione ambientale, alla Masseria Ferraioli, bene confiscato alla camorra, per l’agricoltura sostenibile, la legalità e la solidarietà.

Modelli di virtù per i cittadini e le cittadine di domani, come ce ne sono altri anche nel nostro Paese. Li racconteremo nelle prossime edizioni del Premio Luisa Minazzi – Ambientalista dell’anno.

Alla prossima!