Un debito di circa mille euro per una partita di cocaina sarebbe all’origine dell’omicidio di Denaldo Maxhallaku, 31 anni, ucciso la notte del 7 ottobre scorso a Felloniche, frazione del Comune di Longiano, nel Cesenate. È quanto emerso dalla conferenza stampa tenuta a Forlì dal procuratore Enrico Cieri e dal comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Gianluigi Di Pilato. Il presunto responsabile, 29 anni, ha già reso una confessione definita dagli inquirenti “ampia e documentata”.
La prima ricostruzione
I due si erano incontrati nell’aia dell’abitazione del giovane per discutere del debito. Dopo un tentativo di rinviare il pagamento, sarebbe scoppiata una lite. Il 29enne sarebbe quindi rientrato in casa con il pretesto di cercare il denaro, per poi prendere una pistola Glock calibro 40, regolarmente detenuta dal padre. Tornato all’esterno, avrebbe esploso tre colpi contro Maxhallaku, uccidendolo.
Successivamente, avrebbe trascinato il corpo fino a un pozzo vicino e lo avrebbe gettato all’interno. Poi avrebbe utilizzato l’auto della vittima per raggiungere una località distante alcuni chilometri, dove avrebbe incendiato il veicolo.
Le indagini sono partite dalla denuncia di scomparsa presentata dalla compagna di Maxhallaku e dal ritrovamento dell’auto carbonizzata. I cani delle unità cinofile hanno permesso di individuare ieri il cadavere e un bossolo. Le verifiche sul cellulare del sospettato, insieme al sequestro dell’arma e degli abiti, hanno contribuito a ricostruire la vicenda. Si attende ora la decisione del gip sulla custodia cautelare in carcere.
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