Rimini, 25 ago. (askanews) – “Se in una classe la maggioranza dei ragazzi non conosce l’italiano o lo conosce poco e non conosce i valori di riferimento della nostra società, il successo formativo e il senso di appartenenza alla comunità scolastica non vengono raggiunti. Si creano così le premesse per i futuri ‘maranza’, per l’esclusione sociale o per fenomeni di integralismo religioso”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in un’intervista a ilSussidiario.net, a proposito degli studenti provenienti da contesti familiari non italofoni.
Tra le soluzioni, il ministro – oggi al Meeting di Rimini – ha indicato “contesti che favoriscano in modo mirato l’apprendimento della lingua italiana”: “Abbiamo formato e assunto mille docenti specializzati nell’insegnamento dell’italiano agli studenti stranieri neoarrivati. Abbiamo inoltre stanziato 13 milioni di euro per il potenziamento dello studio dell’italiano per i giovani stranieri. Abbiamo anche avviato Agenda Nord”. “Poi è necessario che gli studenti immigrati che non hanno una sufficiente conoscenza della nostra lingua non superino una certa percentuale all’interno della classe. Diversi studi internazionali dimostrano che un’eccessiva concentrazione nella stessa classe danneggia sia gli alunni stranieri sia quelli nativi”, ha aggiunto.
Al multiculturalismo, “modello americano” che “si è rivelato fallimentare”, Valditara ha contrapposto l’integrazione: “Occorre un modello che sappia integrare sulla base di alcuni valori fondamentali e condivisi, che sono quelli del patto costituente”.
