Vicario è ufficialmente il nuovo portiere della Juventus: una storia di sacrifici e resilienza – VIDEO di Marco Baridon
Il percorso che ha condotto Guglielmo Vicario a difendere i pali della Juventus è un racconto di tenacia, sacrificio e tappe conquistate sul campo senza sconti. Muovendo i primi passi nel settore giovanile dell’Udinese, la presenza di coetanei di livello come Alex Meret, Simone Scuffet e Samuele Perisan ne ha inizialmente limitato lo spazio. L’amarezza si è concretizzata durante un provino con il Pordenone, concluso con un giudizio perentorio: «Lascia stare, non giocheresti mai». Senza perdersi d’animo, il portiere friulano ha scelto di ripartire dal basso, firmando a 18 anni con il Fontanafredda in Serie D. In assenza di un’automobile propria, affrontava ogni giorno un tragitto di oltre 60 chilometri combinando autobus e treni pur di svolgere le sedute d’allenamento senza trascurare gli studi.
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La gavetta tra i professionisti, l’Azzurro e l’impegno sociale
La determinazione dell’estremo difensore ha premiato una crescita costante e graduale, maturata attraverso le esperienze con le maglie di Venezia, Perugia, Cagliari ed Empoli. Curiosamente, la parabola dell’atleta non ha mai attraversato la trafila delle selezioni giovanili nazionali. Il debutto con la Nazionale maggiore è giunto soltanto all’età di 26 anni, quando il commissario tecnico Luciano Spalletti lo ha schierato da titolare nell’amichevole vinta per 2-0 contro l’Ecuador. Parallelamente al terreno di gioco, la figura dell’atleta si è distinta per una spiccata sensibilità umana: nel 2022 ha accolto nella casa di famiglia a Udine i profughi ucraini Hanna e il piccolo Milan, aiutando il bambino nell’apprendimento della lingua italiana.
Il fenomeno “Venom”, il trionfo al Tottenham e la svolta bianconera
Soprannominato Venom per la straordinaria reattività nelle uscite — simboleggiata dalla celebre tripla parata eseguita nel giro di tre secondi contro la Roma —, il classe 1996 è noto anche per la cura maniacale dell’attrezzatura, dimostrata riconoscendo a occhi chiusi i modelli di guantoni durante un blind test. Nell’estate del 2023 si è concretizzato il trasferimento al Tottenham, favorito da un colloquio diretto con il tecnico Ange Postecoglou che lo ha convinto al punto da ammettere: «Sarei andato in Inghilterra anche a piedi».
A Londra, primo friulano a calcare i prati della Premier League, è diventato ben presto un idolo dei tifosi, che gli hanno dedicato un coro intonato sulle note di Volare di Domenico Modugno. L’esperienza d’oltremanica è culminata con la conquista della Europa League 2024/25, trofeo che ha preceduto il definitivo ritorno in Italia per indossare la maglia della Juventus.
