L’ipotesi più accreditata è l’avvelenamento. Legambiente: “Si convochi con urgenza a Pescasseroli (AQ) un tavolo nazionale per confrontarsi con il Parco, le autorità proposte, i comuni del territorio e le tante associazioni impegnate nella tutela della biodiversità”
È drammatico il bilancio delle ultime settimane nel Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise. Prima 5 lupi trovati morti nella zona di Alfedena e 5 nella zona di Pescasseroli. Poi altri animali trovati senza vita: prima 3 e poi un altro focolaio a Bisegna, con 4 lupi, ma anche 3 volpi e una poiana. Un altro lupo è stato poi trovato a Barrea.
Il personale del Parco ha eseguito le perlustrazioni e i rastrellamenti con il supporto dei cani antiveleno del Parco e dei Carabinieri Forestali di Assergi, “non solo per cercare indizi necessari alle indagini ma anche per escludere la presenza di altre morti”, in accordo con la Procura di Sulmona.
L’ipotesi più accreditata è quella dell’avvelenamento. “Il quadro che emerge – raccontano dal Parco con una nota pubblica – è gravissimo e anche se in alcune aree non sono stati ancora rinvenuti bocconi avvelenati o reperti che fanno chiaramente pensare all’avvelenamento, la presenza di più specie morte negli stessi contesti rende fortissimo il sospetto che ci si trovi di fronte ad altri episodi di avvelenamento. Siamo al lavoro per accertare le cause di morte e acquisire elementi utili alle indagini”.
“Legambiente esprime il pieno sostegno e la massima solidarietà al Parco Nazionale D’Abruzzo Lazio e Molise. Il ritrovamento in queste ore di altri lupi morti, tra Pescasseroli (AQ), Bisegna (AQ) e Barrea (AQ), con un bilancio che sale ad almeno 18 esemplari morti, insieme al ritrovamento di tre volpi e una poiana, è un fatto gravissimo e un attacco senza precedenti alla fauna selvatica protetta. Si tratta della pagina più brutta del nostro Paese e una vergogna nazionale, che mina anche il lavoro di tutela e conservazione della biodiversità portato avanti in questi anni con impegno, rigore scientifico e passione dal Parco nazionale tra i più antichi d’Italia. Il Governo esca dal suo silenzio, invece di alimentare un sentimento e politiche anti-lupo e anziché perdere tempo con la calendarizzazione in parlamento di disegni di legge come il 1552 fortemente peggiorativi sulla tutela della fauna e degli animali selvatici, si mobiliti a sostegno della tutela di questa specie protetta e si confronti e dia supporto al Parco nazionale. Per questo chiediamo al Governo e al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di convocare con urgenza, a Pescasseroli, un tavolo nazionale coinvolgendo il Parco, le autorità preposte all’indagine, i comuni ricadenti nell’area protetta e le tante associazioni e realtà che da anni operano sul territorio e per la tutela della natura. La giustizia fai da te e l’utilizzo delle esche avvelenate, che è al momento è l’ipotesi più accreditata per la morte dei vari esemplari, è un atto vile e da codardi, che nuoce alla biodiversità ma anche alla sicurezza dell’intero territorio e a un Parco che vanta oltre cent’anni di storia in difesa della natura. Oggi è toccato a lupi, e in pochi giorni, anche ad altre specie come volpi e rapaci, domani potrebbe toccare all’orso bruno marsicano”, questo il commento di Stefano Ciafani presidente nazionale di Legambiente.
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In un’ultima comunicazione social del Parco si legge che “La delusione si mescola allo sconforto, in un dolore che passa dalla sofferenza profonda all’incredulità. In questi giorni di lavoro sul campo, e non solo, si continua a sperare di non dover fare i conti con altre brutte notizie e di non dover più aggiornare questa drammatica contabilità. Ribadiamo ancora una volta un concetto che abbiamo già espresso con chiarezza: qualunque sia la motivazione, illegalità e criminalità non possono essere giustificate in alcun modo”.
